Ma­ri­sti con­tro Dur­si­sti

Do­me­ni­che tv tra Ma­ra e Bar­ba­ra

Il Fatto Quotidiano - - DA PRIMA PAGINA - » SELVAGGIA LUCARELLI

For­se non ve ne sie­te ac­cor­ti, ma nel Pae­se è in at­to una del­le fai­de più fe­ro­ci e de­va­stan­ti de­gli ul­ti­mi an­ni, una ro­ba da far pas­sa­re quel­la tra i car­tel­li di Ca­li e Me­del­lín per una li­te con­do­mi­nia­le. Sto par­lan­do del­la fai­da che ve­de ai la­ti op­po­sti del­la bar- ri­ca­ta Ma­ra Venier e Bar­ba­ra D’Urso, ov­ve­ro le due con­dot­tie­re del­la do­me­ni­ca po­me­rig­gio, ognu­na coi ri­spet­ti­vi pro­gram­mi ( Do­me­ni­ca In e Do­me­ni­ca Li­ve).

Va pre­mes­so che co­me in tut­te le mi­glio­ri fai­de del­la sto­ria, le due, pri­ma del­la sfi­da Auditel, era­no ami­che.

Tant’è che nel­le in­ter­vi­ste esti­ve en­tram­be fa­ce­va­no l’in boc­ca al lu­po all’al­tra, en­tram­be di­ce­va­no che avreb­be vin­to l’al­tra, en­tram­be pa­re­va­no vo­ta­te a un com­mo­ven­te, am­mi­re­vo­le fair play. Do­po la pri­ma do­me­ni­ca, si so­no pre­se a cia­bat­ta­te.

IL NO­DO CEN­TRA­LE del­la que­stio­ne è il se­guen­te: la pri­ma do­me­ni­ca, in fat­to di ascol­ti, Ma­ra ha strac­cia­to la D’Urso. La se­con­da, Ma­ra ha vin­to di po­co. La ter­za, la D’Urso ha vin­to di po­chis­si­mo. La quar­ta do­me­ni­ca, Ma­ra è tor­na­ta in te­sta. Il pub­bli­co ita­lia­no si è dun­que spac­ca­to in “dur­si­sti” e “ma­ri­sti” e il lu­ne­dì mat­ti­na, in­tor­no al­le die­ci (ora­rio in cui ar­ri­va­no le ri­le­va­zio­ni Auditel), si re­spi­ra un cli­ma da gior­no del giu­di­zio che non so voi, ma io met­to il ta­pis rou­lant da­van­ti al­la por­ta e ab­bas­so le sa­ra­ci­ne­sche al­me­no fin­ché non si so­no se­da­ti i pri­mi tu­mul­ti.

Del re­sto, che le due sia­no di­vi­si­ve è ine­vi­ta­bi­le. Bar­ba­ra D’Urso è in tv inin­ter­rot­ta­men­te dal lu­ne­dì al­la do­me­ni­ca, po­stan­do fo­to da play­ma­te esel­fie­con gli ospi­ti, Ma­ra pas­sa buo­na par­te dell’an­no ai Ca­rai­bi col ma­ri­to, po­stan­do vi­deo in cui va al ma­re con i suoi fa­vo­lo­si look da “gat­ta­ra mi­lio­na­ria”. Bar­ba­ra in­ter­vi­sta in mi­ni­gon­na e in pun­ta di se­dia col pol­pac­cio ti­ra­to e la schie­na inar­ca­ta al­la Be­lén, Ma­ra ci man­ca po­co che si tol­ga le scar­pe e chie­da all’in­ter­vi­sta­to di far­le dei grat­ti­ni sot­to i pie­di. La D’Urso vi­ve di in­te­gra­to­ri, cen­tri­fu­ghe e i pro­dot­ti dell’or­to e ci tie­ne a sem­bra­re una ven­ten­ne; la Venier, quan- do po­sta le sue fo­to al su­per­mer­ca­to, ha un car­rel­lo del­le di­men­sio­ni del Titanic. Si fa chia­ma­re “Zia” per­ché i 60 li ha pas­sa­ti da un po’ e non pa­re fre­gar­glie­ne un gran­ché. La D’Urso sguaz­za nel tra­sh e nel guar­da­re i suoi pro­gram­mi ci si sen­te il pub­bli­co del cir­co, tra lo stu­pi­to e l’in­cre­du­lo. Con Ma­ra ci si sen­te par­te del cir­co.

Ma­ra è la pa­dro­na di ca­sa che ti apre la por­ta con lo smal­to ai pie­di che de­ve an­co­ra asciu­ga­re, il gatto che sal­ta da una men­so­la all’al­tra, gli ami­ci bril­li sul di­va­no e il ta­vo­lo coi pa­stic­ci­ni. La D’Urso in­ne­sca di­na­mi­che tra­sh, fin­gen­do di ri­ma­ner­ne fuo­ri. La Venier, nel tra­sh, ci si tuf­fa con allegria e si spor­ca le ma­ni, per poi lec­car­se­le go­du­rio­sa­men­te a fa­vo­re di te­le­ca­me­ra. La D’Urso ha il com­ples­so di ave­re gli ascol­ti ma non la sti­ma (fa­mo­se le sue premesse au­to­ce­le­bra­ti­ve “Il mio ospi­te ave­va tan­ti in­vi­ti ma ha scel­to me”), ma so­prat­tut­to, con i suoi “noi sia­mo ini­mi­ta­bi­li, gli ori­gi­na­li” ha la con­vin­zio­ne di aver in­ven­ta­to qual­co­sa. Ti­po Meuc­ci o Tho- mas Edi­son. La Venier si di­ver­te sen­za com­ples­si.

CON QUE­STE PREMESSE, ca­pi­re­te be­ne che i col­pi bas­si tra le due era­no già scrit­ti, co­me il fu­tu­ro scaz­zo Sal­vi­ni/ Di Ma­io. La pri­ma do­me­ni­ca Bar­ba­ra ave­va ospi­te la Lec­ci­so, l’al­tra Ro­mi­na. Per la cro­na­ca, me­si fa la D’Urso ave­va di­chia­ra­to: “Io fac­cio il 22% pu­re sen­za Ro­mi­na”. Que­st’ul­ti­ma, pur di far­le il maz­zo, s’è pre­sa un ae­reo da Los An­ge­les ed è an­da­ta da Ma­ra, vin­cen­do. A quel pun­to la guer­ra si spo­sta su in­sta­gram. Ma­ra rin­gra­zia per la vit­to­ria, Bar­ba­ra ini­zia la sua esi­la­ran­te con­tro-in­for­ma­zio­ne auditel, per cui una vol­ta per­de per­ché “il mio pub­bli­co gio­va­ne è an­co­ra al ma­re”, man­co chi guar­da Do­me­ni­ca Li­ve aves­se una con­ven­zio­ne su let­ti­no e om­brel­lo­ne. Poi, il pri­mo ot­to­bre, fa lo 0,17% in più di share del­la Venier e di­ce che ha vin­to con pic­chi del 20% “no­no­stan­te la gen­te sia an­co­ra al ma­re”. Co­me no, a ot­to­bre a Gal­li­po­li non sai do­ve met­te­re l’asciu­ga­ma­no. E sot­to­li­nea che lei ha “tan­ta pub­bli­ci­tà” (la Venier in­ve­ce po­rel­la al mas­si­mo ha la te­le­ven­di­ta del Ku­ki­dent, il sot­to­te­sto è que­sto). Poi, la do­me­ni­ca do­po, ri­per­de di un pun­to e mez­zo ma scri­ve che ha vin­to per­ché nel­la so­vrap­po­si­zio­ne cal­co­la an­che la per­cen­tua­le del pro­gram­ma del­la Parodi, tra gli in­sul­ti ge­ne­ra­li. In­som­ma, quan­do si di­ce sa­per per­de­re. A quel pun­to il ma­ri­to del­la Venier co­min­cia a per­cu­la­re la D’Urso su in­sta­gram, e i dur­si­sti e i ma­ri­sti si in­sul­ta­no a suon di “Non ha vin­to man­co con il Ken Uma­no, la don­na bar­bu­ta e l’alie­no, al­la pros­si­ma chi chia­ma? L’uo­mo fa­le­na?”,“Pen­sa a Zia Ma­ra, che se dai ri­le­va­men­ti le to­gli il pub­bli­co col ca­te­te­re fa il 2%!" e co­sì via.

Nel frat­tem­po, al­tri col­pi di sce­na: Bian­ca Ber­lin­guer in­vi­ta la D’Urso su Rai3, ma la Rai bloc­ca l’ospi­ta­ta. Al­lo­ra la D’Urso ini­zia a rin­gra­zia­re il pub­bli­co da ca­sa spie­gan­do cur­ve e Auditel co­me se al pub­bli­co da ca­sa fre­gas­se qual­co­sa di pic­chi e share, e in­fat­ti so­no piz­zi­ni per la con­cor­ren­za. Ma­ra ri­spon­de con un’esi­la­ran­te si­pa­riet­to in cui sfot­te i tor­men­to­ni del­la D’Urso e in di­ret­ta di­ce che il suo è un pro­gram­ma fat­to “col cuo­reeee”. E co­sì via, in un cre­scen­do di sfot­tò, ro­si­ca­te e di­spet­tuc­ci che stan­no ap­pas­sio­nan­do il Pae­se più di qua­lun­que dia­tri­ba po­li­ti­ca.

Dif­fi­ci­le pre­ve­de­re chi la spun­te­rà da qui a giu­gno tra Ma­ra e Bar­ba­ra, ma una co­sa è cer­ta: ri­mar­rà vi­va so­lo una del­le due.

An­sa, LaP­res­se

Si­gno­re tv Ma­ra Venier e Bar­ba­ra D’Urso, re­gi­ne de­gli ascol­ti. Una ve­ne­ta, l’al­tra cam­pa­na: due mon­di

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