La de­nun­cia del pe­stag­gio in ca­ser­ma non è mai en­tra­ta nel da­ta­ba­se dell’Ar­ma

La car­ta n° 79 Il sot­tuf­fi­cia­le ha spie­ga­to che c’è un bu­co: “Man­ca­no gli at­ti dal 74 all’84”

Il Fatto Quotidiano - - CRONACA - A. MASS.

La

ma­no che ha fat­to spa­ri­re la re­la­zio­ne di ser­vi­zio, quel­la fir­ma­ta dal ma­re­scial­lo Giu­sep­pe Te­de­sco, che il 22 ot­to­bre 2009 de­nun­cia­va il pe­stag­gio di Ste­fa­no Cuc­chi ad ope­ra di due col­le­ghi, non è sta­ta l’unica a ma­ni­po­la­re i do­cu­men­ti nel­la sta­zio­ne Ap­pia. La pa­ro­la chia­ve di que­sta sto­ria è doc­spa. Il doc­spa è il pro­to­col­lo in­for­ma­ti­co dell’Ar­ma dei ca­ra­bi­nie­ri.

Ini­zia a es­se­re ope­ra­ti­vo nel 2007 ma sa­ran­no ne­ces­sa­ri an­ni pri­ma che ven­ga uti­liz­za­to pie­na­men­te a re­gi­me. La re­la­zio­ne di Te­de­sco fu pro­to­col­la­ta a ma­no con il nu­me­ro 79. E al nu­me­ro 79 do­ve­va com­pa­ri­re an­che nell’ar­chi­vio in­for­ma­ti­co. In­ve­ce è spa­ri­ta an­che da lì.

“Nel doc­spa – di­ce al pm E- mi­lio Buc­cie­ri, co­man­dan­te del­la sta­zio­ne Ap­pia, al­la qua­le ap­par­ten­go­no i ca­ra­bi­nie­ri ac­cu­sa­ti di omi­ci­dio pre­te­rin­ten­zio­na­le – al nu­me­ro 79 cor­ri­spon­de un pro­gres­si­vo vuo­to. Man­ca­no i pro­gres­si­vi dal 74 all’84”.

L’e nnes ima coin­ci­den­za di que­sta sto­ria è l’en­ne­si­mo in­di­zio che qual­cu­no ha vo­lu­to far spa­ri­re il do­cu­men­to. Buc­cie­ri, che non è in­da­ga­to, di­ce di non es­ser- si mai ac­cor­to pri­ma del­la re­la­zio­ne spa­ri­ta. Né dell’in­con­gruen­za tra l’in­di­ce car­ta­ceo, che al 79 ri­por­ta l’in­se­ri­men­to del­la re­la­zio­ne sull’ar­re­sto di Cuc­chi, e quel­lo in­for­ma­ti­co.

“All’epo­ca po­te­va ac­ca­de­re – con­ti­nua Buc­cie­ri – p erc hé non tut­ti sa­pe­va­no uti­liz­za­re be­ne il si­ste­ma”. Buc­cie­ri è quin­di con­vin­to che un er­ro­re del ge­ne­re sia pro­ba­bi­le. E non è una sfu­ma­tu­ra. Poi chia­ma in ca­ser­ma, s’in­for­ma, quin­di spie­ga al pm che il si­ste­ma è “ma­ni­po­la­bi­le” ed “è pos­si­bi­le so­sti­tui­re l’at­to in­se­ri­to”.

TORNIAMO in­die­tro di tre an­ni. E ri­leg­gia­mo la sto­ria al­la lu­ce del­le di­chia­ra­zio­ni di Buc­cie­ri. Nel 2015 la Pro­cu­ra di Ro­ma chie­de al co­man­do pro­vin­cia­le dei Ca­ra­bi­nie­ri di ac­qui­si­re una lun­ga se­rie di at­ti. In­clu­se le even­tua­li re­la­zio­ni di ser­vi­zio de­po­si­ta­te da Te­de­sco. Il co­man­do pro­vin­cia­le de­le­ga ai suoi uo­mi­ni l’ac­qui­si­zio­ne de­gli at­ti. Un mi­li­ta­re si pre­sen­ta quin­di nel­la ca­ser­ma Ap­pia per ac­qui­si­re i do­cu­men­ti. Non sap­pia­mo se in quei gior­ni Buc­cie­ri fos­se pre­sen­te. Non pos­sia­mo af­fer­ma­re che la ri­chie­sta sia sta­ta fat­ta a lui. Il da­to cer­to è che un ca­ra­bi­nie­re chie­de a un col­le­ga, che è nel­la ca­ser­ma Ap­pia, di ac­qui­si­re le re­la­zio­ni di ser­vi­zio.

E sap­pia­mo che il co­man­dan­te non si fi­da pie­na­men­te del doc­spa: “All’epo­ca non tut­ti sa­pe­va­no uti­liz­za­re il si­ste­ma ”. Dob­bia­mo de­dur­ne, quin­di, che nel cer­ca­re le re­la­zio­ni di ser­vi­zio, in ca­ser­ma non si af­fi­di­no sol­tan­to al doc­spa ma con­trol­li­no pu­re nell’ar­chi­vio car­ta­ceo. An­che per­ché i do­cu­men­ti ri­guar­da­no l’omi­ci­dio di Cuc­chi. Non

Ca­te­na di er­ro­ri Nell’ar­chi­vio car­ta­ceo il do­cu­men­to non c’è e nes­su­no si ac­cor­se che era nell’elen­co

una mul­ta per ec­ces­so di ve­lo­ci­tà. Ne­gli at­ti ac­qui­si­ti è pe­ral­tro evi­den­te che, in mol­ti ca­si, le re­la­zio­ni e le annotazioni, ven­go­no estra­po­la­te da­gli ar­chi­vi car­ta­cei e non dal doc­spa: so­no spes­so pro­to­col­la­ti a pen­na, quin­di a ma­no, non in mo­do in­for­ma­ti­co. Ep­pu­re, nel cer­ca­re le re­la­zio­ni di ser­vi­zio, nes­su­no si ac­cor­se che il si­ste­ma in­for­ma­ti­co era ma­ni­po­la­to e la re­la­zio­ne era spa­ri­ta.

Per non ac­cor­ger­se­ne, i ca­ra­bi­nie­ri del­la sta­zio­ne Ap­pia, do­ve­va­no in­cap­pa­re in un dop­pio er­ro­re.

IL PRI­MO: con­sul­ta­re il doc­spa e non ac­cor­ger­si di die­ci ca­sel­le man­can­ti. Re­la­ti­ve, pe­ral­tro, pro­prio ai gior­ni in cui ave­va­no ar­re­sta­to Cuc­chi. Il se­con­do: pur sa­pen­do che il doc­spa non è af­fi­da­bi­le, non con­sul­ta­re l’ar­chi­vio car­ta­ceo. La dop­pia, de­ci­si­va com­bi­na­zio­ne di er­ro­ri, si ag­giun­ge a un’al­tra ca­te­na di even­ti. In una ca­ser­ma di cir­ca 25 ca­ra­bi­nie­ri c’è pri­ma una ma­no che sot­trae dal fa­sci­co­lo la re­la­zio­ne di Te­de­sco. Poi una che fa spa­ri­re i da­ti dal doc­spa. C’è chi rie­sce a non ve­de­re le ano­ma­lie nel si­ste­ma in­for­ma­ti­co.

E c’è chi non pen­sa di con­trol­la­re sul re­gi­stro car­ta­ceo. Chi gli aves­se da­to un’oc­chia­ta, avreb­be rea­gi­to co­me Buc­cie­ri di­nan­zi al pm: “L’an­no­ta­zio­ne è scom­par­sa... è evi­den­te che qual­cu­no l’ha pre­le­va­ta... ma non so da­re spie­ga­zio­ni... la cir­co­stan­za mi è nuo­va”. Chi cer­ca tro­va, di­ce il pro­ver­bio. E al­la sta­zio­ne Ap­pia non si cer­cò ab­ba­stan­za.

Il re­gi­stro Al n° 79 l’an­no­ta­zio­ne del ca­ra­bi­nie­re Te­de­sco, scom­par­sa

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