“Vi sem­bra giu­sti­zia? Bi­so­gna di­sob­be­di­re”

Il pa­dre com­bo­nia­no: “Non chie­do eroi­smo, ma si de­ve ri­schia­re qual­co­sa”

Il Fatto Quotidiano - - CRONACA - » FERRUCCIO SANSA

Que­sta

è la ven­det­ta di Mat­teo Sal­vi­ni. Pa­re in­cre­di­bi­le che il mi­ni­ste­ro dell’In­ter­no en­tri in cau­sa. Ma noi non pos­sia­mo re­sta­re co­sì pas­si­vi ad as­si­ste­re al­la per­se­cu­zio­ne di una per­so­na giu­sta co­me Mim­mo Lu­ca­no. Pa­dre Alex Za­no­tel­li, se­con­do lei che co­sa do­vreb­be­ro fa­re gli ita­lia­ni?

È ma­tu­ro il tem­po per la di­sob­be­dien­za ci­vi­le. Non chie­do eroi­smo, ma bi­so­gna ri­schia­re qual­co­sa. Non si può as­si­ste­re pas­si­va­men­te. Ri­cor­dia­mo i tem­pi di Mar­tin Lu­ther King quan­do c’era chi di­sob­be­di­va e ri­schia­va il car­ce­re per una cau­sa giu­sta. C’è chi di­ce che Lu­ca­no non ha ri­spet­ta­to la leg­ge... Pri­ma han­no ar­re­sta­to il sin­da­co, poi can­cel­la­no il mo­del­lo di ac­co­glien­za di Ria­ce. So­no io che vi fac­cio una do­man­da: vi sem­bra giu­sti­zia?

Lei co­no­sce Lu­ca­no...

Ho or­ga­niz­za­to a Ria­ce cam­pi con i no­stri ra­gaz­zi. Ho vi­sto co­me si muo­ve quell’uo­mo, co­sa fa per gli al­tri. Non ha mai pre­so un sol­do per sé. An­zi... ri­schia­mo di di­men­ti­ca­re...

Che co­sa?

Ap­pe­na Lu­ca­no è sta­to ar­re­sta­to so­no an­da­to a tro­var­lo. Mi han­no con­ces­so di ve­der­lo ai do­mi­ci­lia­ri. E ho tro­va­to... un uo­mo fe­ri­to. Ec­co noi non ci ren­dia­mo con­to che que­st’uo­mo da vent’an­ni si è gio­ca­to tutto: la fa­mi­glia, il la­vo­ro, la vi­ta.

Per i mi­gran­ti?

No! Non so­lo. L’ha fat­to an­che per il suo pae­se che in­fat­ti è ri­na­to. Il mo­del­lo Ria­ce di­mo­stra che aiu­tan­do chi ar­ri­va si può ri­na­sce­re. Que­sto Sal­vi­ni non gli ha per­do­na­to.

Mol­ti ita­lia­ni, pe­rò, so­no con Sal­vi­ni. È pos­si­bi­le igno­rar­lo?

Que­sto è gra­ve. An­che in Ca­la­bria, no­no­stan­te quel­lo che la Le­ga ha sem­pre det­to del Sud, na­sco­no club a fa­vo­re di Sal­vi­ni. È la cul­tu­ra del ‘boss’, l’uo­mo dal pu­gno di fer­ro.

Il cuo­re di tutto è la que­stio­ne im­mi­gra­zio­ne...

Mi vie­ne in men­te la teo­ria del ‘ca­pro espia­to­rio’ di Re­né Gi­rard. La po­li­ti­ca non sa ri­sol­ve­re i pro­ble­mi e al­lo­ra pun­ta il di­to sui mi­gran­ti. Ma gli ita­lia­ni se­con­do lei si schie­re­ran­no con il mo­del­lo Ria­ce? Il Pae­se è mol­to cam­bia­to...

L’al­tro gior­no par­la­vo con un pa­dre mis­sio­na­rio eri­treo che è tor­na­to do­po an­ni. Mi ha det­to: ‘Que­sta non è l’Italia, non la ri­co­no­sco. Che co­sa vi è suc­ces­so?’.

Ita­lia­ni cat­ti­va gen­te? Di­co que­sto: noi ita­lia­ni, ma an­che noi eu­ro­pei, cre­de­va­mo di non es­se­re raz­zi­sti, ma lo era­va­mo. Ave­va­mo la pro­fon­da con­vin­zio­ne di pos­se­de­re la ve­ra cul­tu­ra, la fi­lo­so­fia, la re­li­gio­ne. Que­sta pre­sun­zio­ne è sta­ta al­la ba­se del co­lo­nia­li­smo e og­gi del raz­zi­smo.

Ma ades­so so­no ar­ri­va­te que­ste per­so­ne da lon­ta­no e han­no tol­to il ve­lo. Han­no ri­ve­la­to il nostro es­se­re pro­fon­do.

Lei par­la di ‘ven­det­ta ’ di Sal­vi­ni. Ma co­sa si aspet­ta­va dal Go­ver­no e dai Cin­que Stel­le?

Il M5S ha tra­di­to tutto. Ie­ri ero nel mio Rio­ne Sa­ni­tà con una don­na che al Mo­vi­men­to ha de­di­ca­to an­ni di im­pe­gno. Pian­ge­va per la de­lu­sio­ne. Si so­no im­pan­ta­na­ti con Sal­vi­ni, ma lui è mol­to più for­te di lo­ro. Ha un po­te­re ma­gi­co, ma­li­gno. Ma ab­bia­mo tut­ti mol­to da rim­pro­ve­rar­ci se sia­mo ar­ri­va­ti qui... in que­sto cli­ma da an­ni Tren­ta.

An­che la Chie­sa? Ec­co­me. La Chie­sa ita­lia­na di­ce co­sì po­co. Non ha mai cer­ca­to di ca­pi­re le ra­gio­ni del le­ghi­smo, nem­me­no la Chie­sa lom­bar­da ha mai fat­to un do­cu­men­to su quel­lo che ac­ca­de­va. Ades­so dob­bia­mo crea­re dal bas­so una rea­zio­ne. L’Italia è un Pae­se che non vi­bra più. Ma pro­prio ades­so è il mo­men­to di met­ter­si in gio­co. Di ri­schia­re an­che. Di di­sob­be­di­re.

Mim­mo Lu­ca­no da vent’an­ni si è gio­ca­to tutto: la fa­mi­glia, il la­vo­ro, la vi­ta. E so­lo per il suo pae­se

La­Pres­se

Per gli ul­ti­mi Pa­dre Alex Za­no­tel­li, da an­ni è im­pe­gna­to nell’aiu­to ai più bi­so­gno­si. Ora è a Na­po­li

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