Il tour elet­to­ra­le di Sal­vi­ni in Tren­ti­no Al­to Adi­ge par­te con i bot­ti an­ti-Le­ga

Il Car­roc­cio ri­schia di vin­ce­re nel­le 2 pro­vin­ce: ad Ala ve­tri del­la se­de in fran­tu­mi

Il Fatto Quotidiano - - POLITICA - » DA­NIE­LE ERLER

Il“

gran tour” tren­ti­no del mi­ni­stro dell’In­ter­no Mat­teo Sal­vi­ni è sta­to an­ti­ci­pa­to ie­ri, nel cuo­re del­la not­te, da un’esplo­sio­ne di alcuni gros­si pe­tar­di. Han­no man­da­to in fran­tu­mi i ve­tri nel­la pic­co­la se­de del­la Le­ga ad Ala, un pae­si­no che non rag­giun­ge i no­ve­mi­la abi­tan­ti, nel sud del Tren­ti­no, non lon­ta­no da Ro­ve­re­to. Due so­spet­ti sa­reb­be­ro già sta­ti in­di­vi­dua­ti e po­treb­be­ro es­se­re de­gli anar­chi­ci.

FRA SET­TE GIOR­NI si vo­ta nel­le due pro­vin­ce au­to­no­me e la Le­ga ha buo­ne pos­si­bi­li­tà di es­se­re al go­ver­no in en­tram­be, co­lo­ran­do di ver­de an­che que­sta par­te del nord Italia, do­ve fi­no­ra è sem­pre sta­ta in mi­no­ran­za. Con un di­stin­guo. In pro­vin­cia di Bol­za­no tutto è an­co­ra in ma­no all’Svp, il partito po­po­la­re sud­ti­ro­le­se che di­fen­de gli in­te­res­si dell’au­to­no­mia e in par­ti­co­la­re del­la mi­no­ran­za te­de­sca.

Gli even­tua­li ac­cor­di si fa­ran­no do­po il vo­to, e se fi­no­ra la Süd­ti­ro­ler Volk­spar­tei è sem­pre sta­ta al­lea­ta con il Pd, è pos­si­bi­le che que­sta vol­ta deb­ba ri­vol­ger­si al cen­tro­de­stra per riu­sci­re a go­ver­na­re.

In pro­vin­cia di Tren­to in­ve­ce la si­tua­zio­ne è an­co­ra più de­fi­ni­ta. Sia­mo in quel­la che sto­ri­ca­men­te è una roc­ca­for­te del cen­tro­si­ni­stra.

Ma un pri­mo se­gna­le del cam­bia­men­to c’è già sta­to lo scor­so 4 mar­zo, per le ele­zio­ni na­zio­na­li: in tutto il Tren­ti­no per la pri­ma vol­ta ha vin­to la Le­ga. In Par­la­men­to è ar­ri­va­ta una pic­co­la trup­pa di le­ghi­sti tren­ti­ni, qua­si tut­ti poi ri­con­ver­ti­ti co­me can­di­da­ti al­le pro­vin­cia­li. Il cen­tro­de­stra si è com­pat­ta­to in­tor­no al can­di­da­to del­la Le­ga Mau­ri­zio Fu­gat­ti, sal­vi­nia­no di fer­ro e at­tua­le sot­to­se­gre­ta­rio al­la Sa­lu­te.

IL CENTROSINISTRAin­ve­ce si è sfal­da­to. Da una par­te gli au­to­no­mi­sti han­no can­di­da­to il go­ver­na­to­re uscen­te, Ugo Ros­si. Dall’al­tra il Pd, e al­tre li­ste lo­ca­li del cen­tro­si­ni­stra, han­no sfi­du­cia­to Ros­si e han­no scel­to – do­po lun­ghis­si­me di­scus­sio­ni – di af­fi­dar­si all’ex se­na­to­re ren­zia­no Gior­gio To­ni­ni.

Fra set­te gior­ni, Fu­gat­ti e la Le­ga pun­ta­no non so­lo a vin­ce­re le ele­zio­ni, ma a su­pe­ra­re il 40%, che è la so­glia con cui in Tren­ti­no si as­se­gna il pre­mio di mag­gio­ran­za: sa­reb­be un ri­sul­ta­to sto­ri­co, in una roc­ca­for­te del­la si­ni­stra. Per que­sto Sal­vi­ni ha ini­zia­to il suo tour in re­gio­ne: 14 ap­pun­ta­men­ti in 36 ore, ie­ri in Tren­ti­no e og­gi in Al­to Adi­ge.

Par­ten­do pro­prio da Ala e dai ve­tri di­strut­ti nel­la se­de le­ghi­sta, do­po l’esplo­sio­ne nel­la not­te: “A me pia­ce chi ha le idee di­ver­se dal­le mie ma le espri­me con ri­spet­to – ha det­to –. Chi muo­ve le ma­ni, pren­de a cal­ci o ti­ra bom­be non è un anar­chi­co ma un cre­ti­no e un de­lin­quen­te, che me­ri­ta di pas­sa­re qual­che gior­no in ga­le­ra”.

Gli ha ri­spo­sto a di­stan­za Ros­si, pre­si­den­te uscen­te e can­di­da­to au­to­no­mi­sta: “È un ge­sto da de­fi­cien­ti pa­ten­ta­ti e ho già espres­so la mia so­li­da­rie­tà al­la Le­ga. Ma par­lia­mo di tre pe­tar­di col­le­ga­ti fra lo­ro, for­se Sal­vi­ni non do­vreb­be par­la­re di una ‘bom­ba’. È qui in Tren­ti­no per fa­re cam­pa­gna elet­to­ra­le e sta fa­cen­do cre­de­re che tut­ti quel­li che non so­no del­la Le­ga sia­no da pa­ra­go­na­re a quei cre­ti­ni. For­se do­vreb­be li­mi­tar­si a fa­re il mi­ni­stro”.

An­sa

Tren­to Cor­tei an­ti-Sal­vi­ni

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