Il Fatto Quotidiano

Fagioli e spatole: cerette da incubo

STRAPPI I guai delle donne chiuse in casa senza estetista

- » SILVIA D’ONGHIA

Aquindici

giorni dall’inizio dell’isolamento, ho mandato una foto alla mia estetista, che mi ha risposto sarcastica: “Pensavo stessi andando di lametta”. E invece no: in preda al panico da ricrescita selvaggia, mi ero addirittur­a comprata il rullo, quella sorta di parallelep­ipedo rettangolo che, una volta caldo, stende la ceretta sulla parte interessat­a quasi come una schiaccias­assi sulla superficie lunare. Simpaticis­simo. Ho costretto mia figlia a un’esilarante seduta nel bagno di casa, condannata a ricevere la sua vendetta da adolescent­e – sapeste la foga del suo strappo... – pur di vincere la mia battaglia contro il pelo. È durato poco, roba da ’na botta e via. Il rullo non mi bastava più.

Aquindici giorni dall’ini zio dell’isolamento, ho mandato una foto alla mia estetista, che mi ha risposto sarcastica: “Pensavo stessi andando di lametta”. E invece no: in preda al panico da ricrescita selvaggia, mi ero addirittur­a comprata il rullo, quella sorta di parallelep­ipedo rettangolo che, una volta caldo, stende la ceretta sulla parte interessat­a quasi come una schiaccias­assi sulla superficie lunare. Simpaticis­simo.

HO COSTRETTO mia figlia a un’esilarante seduta nel bagno di casa, condannata a ricevere la sua vendetta da adolescent­e – sapeste la foga del suo strappo... – pur di vincere la mia battaglia contro il pelo. È durato poco, roba da ’na botta e via. Il rullo non mi bastava più. “Del resto – pensavo, sprezzante del pericolo – se sono trent’anni che faccio la ceretta qualcosa avrò pure imparato, no?”. E così all’inizio di aprile ho cercato su Amazon “kit scaldacera”. Ovviamente mi si è aperto un mondo: da quelli super profession­ali con termostato regolabile a quelli che, al posto del barattolin­o, ti forniscono i “fagioli di cera” di tanti colori, dal “bagno di paraffina per mani, piedi e gomiti mo rbid i” allo “scal dace ra portatile per epilatore per capelli”( sic). Ne ho ordinato uno non troppo pretenzios­o (i prezzi variano dai 15 euro, per la cera che si scalda nel microonde ma che trovi pure al supermerca­to, ai 120) e subito dopo mi è preso il panico: “Sei sicura di ricordarti in quale verso va spalmata la cera e in quale, invece, si strappa ?”. Purtroppo la quarantena incide, eccome, sullo stato di salute mentale. Ma per tutto c’è un rimedio, e si chiama Youtube.

Un mondo pieno di tutorial che vanno dal semplice “Scuola di ceretta, tecniche e regole” al complesso “Ceretta brasiliana per peli corti e duri” ( maschili) fino all’ambiguità di titoli che ti fanno credere di aver sbagliato suffisso al sito cercato: “La mia ragazza mi fa la ceretta per punizione”. C’è un universo fetish anche tra le spatole. Dovendo portare a termine la mia missione, mi affido a colei che sembra una profession­ista, almeno stando alle oltre 400 mila visualizza­zioni. Undici minuti di video per imparare a depilarsi gambe e “zona bikini” (che in vista di quest’estate sembra quasi un oltraggio). Dopo le prime spiegazion­i sull’occorrente, compreso l’olio alle mandorle nella bottigliet­ta d’acqua vuota e uno specchiett­o che ha il lato “ingrandime­nto”, la gentile signorina inizia a mostrare come spalmare correttame­nte la sostanza, come sistemare la striscia e come strappare. E così la mia incertezza sul verso trova conforto. Il problema – si fa per dire – arriva quando tocca alla suddetta zona bikini. Raffreddat­e gli spiriti bollenti: la signorina rimane in shorts, il che però rende ancora più surreale l’immagine dello specchiett­o posato sul pavimento, in vista – parola opportuna – della posizione modello bagno alla turca che l’esperta deve assumere. E qui ci fermiamo, per decenza. Anche perché hanno appena citofonato: sono arrivati i rasoi nuovi.

La zona “bikini” Al di là del miraggio insito nella definizion­e, preparatev­i a una posizione “alla turca” con vista

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Tra le soluzioni tradiziona­li per l’epilazione c’è sempre il rasoio
Ansa Lametta mon amour Tra le soluzioni tradiziona­li per l’epilazione c’è sempre il rasoio

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