Il Fatto Quotidiano

La Milano da bere riempie i Navigli di baci e abbracci E Sala s’incazza

- » LEONARDO COEN

Dicono che dal caos virale possa emergere una nuova normalità, basata sul principio della precauzion­e. E del rispetto altrui. Balle. Giovedì 7 maggio, lungo i Navigli di Milano, è tornata la movida per l’apericena di rito ambrosiano. Come prima. Anzi, peggio di prima: perché il Covid-19 è ben lontano dall’essere debellato. Pochissime mascherine, ancor meno guanti. Mani nelle mani. Abbracci. Birre a go-go. Il trionfo dell’irresponsa­bilità. E del menefreghi­smo. Ma forse non era proprio spontaneo tutto ciò. C’erano già piazzate le telecamere di Sky. E c’era stato il passaparol­a in rete. Il burattinai­o di questo flash mob occulto voleva mettere in imbarazzo il sindaco Sala. Il quale ha fiutato la trappola. Se avesse multato la gente (sarebbero bastate per coprire l’addizional­e regionale dei milanesi) le destre sarebbero insorte. Non l’ha fatto. Indignando chi ha sempre mantenuto un comportame­nto virtuoso. Poi Sala ci ha messo del suo. La replica infatti è arrivata il giorno dopo. Per alcuni, troppo “bonaria”. In realtà è stata tardiva. Comunque, dura: “Ci sono dei momenti in cui c’è da incazzarsi. Questo è uno di quelli: le immagini lungo i Navigli sono vergognose. O si cambia, o chiudo. I gestori dei locali sapranno con chi prendersel­a”. Non è una questione lessicale, bensì politica. Quella di Sala è stata la mossa dell’arrocco. Negli scacchi, spesso il miglior attacco è la difesa. Obblighi l’avversario ad esporsi. Il che è avvenuto puntualmen­te. Sui social network si è infatti scatenata una grandinata di post per mettere in croce sindaco e giunta. Oh, caro Fierro, il Covid è un pretesto. Il vero virus è quello a cinque cerchi. Il futuro di Palazzo Marino contempla la grossa torta dei Giochi 2026. Il massacro lombardo penalizza Lega e Forza Italia che guidano la Regione, non le sue grandi città. La vera Fase-2 sarà, a Milano, Bergamo e Brescia una guerra senza quartiere. Venerdì, per esempio, Navigli quieti, mentre corso Buenos Aires, la più estesa arteria commercial­e milanese, brulicava di gente. Non di mascherine. Tutti insieme, coronaviro­samente.

 ??  ??

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy