Il Fatto Quotidiano

Mes: effetto a cascata, può salvare l’automotive

- » MARCO SCAFATI

La filiera automotive in Italia dà lavoro a 160 mila persone in 1.400 aziende. Sono 160 mila famiglie a rischio, perché dipendono da entrate che da due mesi sono ridotte al lumicino, o non ci sono più: il mercato italiano ha infatti perso il 98% ad aprile, e nel primo quadrimest­re risulta dimezzato, con prospettiv­e altrettant­o buie almeno fino a metà anno. Fin qui i fatti, ma ora c’è bisogno di azioni concrete in favore di un comparto che ogni anno frutta alle casse dello Stato 80 miliardi di euro. Per non parlare degli effetti moltiplica­tivi sull’economia e dei su citati posti di lavoro, che vanno tutelati. Solo il governo, con l’aiuto degli istituti finanziari, può al tempo stesso sostenere e rilanciare l’auto. I soldi ci sono, o meglio ci saranno. L’Europa ha messo nero su bianco che l’accesso ai fondi anticrisi del Mes, in caso di attivazion­e, non saranno soggetti ad alcuna condizione. E che solo passata l’emergenza Covid 19 si tornerà al Patto di Stabilità. Quando i governi dell’Eurozona daranno luce verde ufficialme­nte, potremo avere un finanziame­nto pari al 2% del Pil, ovvero qualcosa come 36-37 miliardi di euro destinati a spese sanitarie. Facendo scattare un effetto domino che libererà risorse statali verso altre destinazio­ni. Tra queste, ci sarà anche l’auto? Quando al ministero dell’ Economia faranno i conti, sappiano che per salvare la baracca secondo i piani presentati dalle associazio­ni di categoria, servono tre miliardi in due anni. Se la matematica non è un’ opinione, il gioco vale la candela. Sia per l’ economia che per la società.

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