Il Fatto Quotidiano

Party Ferragni, alla faccia dell’appello per il “basta consumismo dopo il virus”

L’influencer festeggia il compleanno e si gode i soldi, pure in clausura. Le star intanto predicano sobrietà: sì, ma per gli altri

- » PIETRANGEL­O BUTTAFUOCO

Da rapida e libera dea della frivolezza qual è, Chiara Ferragni non si lascia irretire dall’impostura del pandemicam­ente corretto. Per dirla con Gianluca Veneziani non fa mai la povera con la povertà degli altri. Tanto è vero che la fashion bloggerdi Cremona non figura su Le Monde nell’appello di Juliette Binoche e dell’astrofisic­o Aurelién Barrau contro il ritorno alla normalità dopo la fine del lockdown.

A DISPETTO DI MADONNA, di Paolo Sorrentino, di Monica Bellucci o Robert De Niro – tra gli altri, c’è perfino Cate Blanchett – giustament­e lei non firma. Come tutti quelli Ferragni ha sì un solido patrimonio, come tutti loro lei è una celebrità internazio­nale – ha quasi venti milioni di follower su Instagram – ma col consumismo, in difformità con la moraloide degli appellisti, lei fa le cose. Ed ecco la sua raccolta milionaria: fondi per la costruzion­e di un reparto di terapia intensiva per far fronte alla tragedia del Covid-19. Ed ecco – insieme ai volontari – che va a fare la raccolta di frutta e verdura all’Ortomercat­o di Milano per distribuir­e sacchetti della spesa agli indigenti. E poi, certo, ecco che con altri soldi – sono sempre i suoi – la bella e solare Chiara fa la festa a se stessa.

Ha appena compiuto trentatré anni, li ha festeggiat­i in casa propria con il marito Fedez e quella birba di Leone, il loro bambino di due anni, ma a differenze dei suddetti – tutti col culo nel burro – lei non se ne vergogna, non va a sgattaiola­re nella tana del moralismo. Sazia di tutti gli agi sociali, insomma, Ferragni non predica la decrescita a chi per mangiare deve uscire di casa per procurarsi il pane. Non sproloquia in tema di riscaldame­nto globale, revisione di obiettivi, valori e risparmi per impedire alla gente di godersela dopo una lunga quarantena. Anzi, tutto il contrario: elargisce il proprio album squillante di carinerie e sorrisi. Il suo quadro familiare è un ininterrot­to apologo dell’armonia, una sorta di Mulino Bianco e però questa volta autentico perché perfino il marito, il comunista Fedez, pur con tutti i suoi cupi tatuaggi, grazie al Rolex da cui non si stacca mai, in tutta quell’ovatta di occhi azzurri – così profondame­nte azzurri (quelli di lei e quelli di Leone, la birba) – è un batuffolo di beatitudin­e.

Non sia mai torni il consumismo, strillano gli appellanti del poveraccis­mo altrui su Le Monde e invece, lei, in quest’apnea di mascherine, gel igienizzan­ti e respirator­i – consapevol­e di vivere in uno stato di fiammeggia­nte grazia – tiene il punto della propria natura pubblica: “Felice e serena come non mai, circondata dall’amore, dalla mia famiglia, dai miei amici, e da voi ragazzi, la mia incredibil­e comunità online che non mi fa mai sentire sola”.

Nei giorni dello psicotico #restateaca­sa, Ferragni porge ai suoi follower la fiaccola dell’insolente sprezzatur­a – tutta di libertà mentale – del futile: l’aperitivo in terrazza col Galbanetto, i petali disseminat­i sul parquet del terrazzo e la fascia da starlette ricavata da un rotolo di carta igienica. Eccola, lei: miss Bathroom!

NELLA VERITÀ DEL POP, c’è il suo contrasseg­no: il canto della sirena consumisti­ca contro la cera del pandemicam­ente corretto. Nel tempo compiuto delle ricrescite, delle ciabatte a metro di misura dell’esistenza lei è quella che fa del consumo un uso da favola. La fiaba sua, infatti, ha sempre più filo da svolgere. Non sia mai che finisca il consumismo lei, comunque, sa come fare. Fa la ricca con tutto ciò che le capita nella vita.

 ??  ??

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy