Il Fatto Quotidiano

Il magnamagna di Toti & malagò

CASTE ALL’ASSALTO IL PRESIDENTE LIGURE TRIPLICA IL SUO STAFF DA 400MILA EURO A 1,4 MILIONI. IL COMITATO OLIMPICO VA IN GITA DI LUSSO CON IL CAPO DEL CONI: HOTEL A 5 STELLE, 70MILA EURO

- Marco Grasso

Fotografie di gruppo a confronto, 5 anni dopo. Primo staff della giunta del neoeletto presidente della Regione Liguria Giovanni Toti: 12 collaborat­ori, 372 mila euro di costi fissi (più altri 70 mila variabili). Anno 2021, dopo la rielezione. La lista è salita a 35. Molti dei vecchi collaborat­ori hanno beneficiat­o di aumenti stipendial­i ritoccati dopo il voto. Costo del personale, quasi 1,4 milioni. Pippo Rossetti (Pd), ex vicepresid­ente della Regione, oggi all’opposizion­e, riassume la situazione così: “Dove prima c’era una persona, ora ce ne sono tre. Credo che la Corte dei Conti dovrebbe valutare la congruità di questi aumenti di spese per il personale. Più figure significa più poltrone e un controllo del territorio maggiore, una potenziale commistion­e tra istituzion­i e politica”.

IL PRIMO

passo in questa direzione è di alcuni mesi fa. Quando con un primo inter vento sul bilancio ogni nuovo assessore ha avuto “in regalo” un portaborse in più. Una vicenda denunciata con forza da un altro consiglier­e del Pd, Luca Garibaldi. Gli assistenti del vicepresid­ente della giunta sono diventati tre, mentre altri collaborat­ori sono entrati direttamen­te a far parte della segreteria del governator­e. Il più pagato, un incarico da 10 mila euro al mese lordi, è il nuovo capo di gabinetto di Toti, Matteo Cozzani, imbarcato il 7 ottobre del 2020. Sindaco del Comune di Porto Venere (La Spezia), è diventato il suo principale riferiment­o politico, coordinato­re della campagna elettorale, al punto da meritarsi un posto che prima non c’era. Subito dietro c’è la portavoce del governator­e, Jessica Nicolini, stabilizza­ta come capo ufficio stampa della Regione (da cui è in distacco), la cui retribuzio­ne dalla prima legislazio­ne è raddoppiat­a, da 4.461 euro a più di 8.846 euro lordi. Altri incarichi si sono aggiunti nel 2021. Ad esempio quello affidato a Carmelo Cassibba, profession­e tassista, già consiglier­e comunale di Genova eletto con la lista del sindaco Marco Bucci: 1650 euro al mese per un ruolo di “supporto della segreteria politica del Presidente”.

Non sono le uniche spese lievitate, denuncia l’opposizion­e, al punto da richiedere un assestamen­to di bilancio estivo. Tra le novità introdotte dalla giunta Toti bis ci sono i sottosegre­tari e le unità di missione, cabine di regia chiamate a riorganizz­are settori specifici. In questo modo è rientrato dalla finestra Giuseppe Profiti, manager cattolico della sanità (assessorat­o tenuto ad interim da Toti), già condannato dal tribunale vaticano per lo scandalo dell ’appartamen­to del cardinale Tarcisio Bertone. Profiti gestirà la fase post Covid. Altra novità le dimissioni degli assessori: “Un tempo mantenevan­o il ruolo di consiglier­i – spiega Garibaldi – adesso hanno fatto spazio ai primi 5 non eletti. Solo questa mossa costa 650mila euro in più l’anno”.

C’È DA DIRE che nel frattempo lo scenario è cambiato: Toti se n’è andato da Forza Italia, e nel 2019 ha fondato un suo partito, Cambiamo. L’esperiment­o a livello regionale ha sfondato: oltre il 23% dei voti, una prova di forza che ha fatto scricchiol­are i rapporti con gli alleati, e in particolar­e con la Lega. Ma se da un lato Cambiamo ha continuato ad accogliere un numero crescente di transfughi berlusconi­ani (e non solo) in Parlamento, e Toti con 530 mila euro è stato il politico più finanziato dai privati in Italia nel 2020, dall’altro manca il vero salto di qualità nazionale: nel resto del Paese il partito si barcamena nei sondaggi fra l’1 e il 2%. Una buona spiegazion­e, secondo l’opposizion­e, per la grande attenzione alla comunicazi­one: “La giunta Toti investe 2 milioni di euro in pubblicità istituzion­ale, soldi che spesso finanziano i media e ne minano l’indipenden­za – attacca Ferruccio Sansa, candidato del centrosini­stra alle scorse elezioni – abbiamo proposto di reimpiegar­e quelle somme per pagare medici nell’entroterra”. Lo staff già numeroso che si occupa a vario titolo della comunicazi­one del governator­e, oltre 15 persone, è integrato da distacchi da altri enti collateral­i (come la società in house Liguria Digitale). Mentre sembra essere sfumato, per ora, il progetto di un nuovo ufficio stampa esternaliz­zato: a gennaio era stato pubblicato un bando per un super consulente d’i mm a gi ne , bandito sempre da Liguria Digitale, con un budget di 10 mila euro al mese, ritirato senza che se ne sapesse più nulla.

UN’ALTRA FIGURA importante, sebbene mai sotto i riflettori, è quella di Marco Pogliani, arrivato alla corte di Toti dopo un’esperienza da spin doctor per Beppe Sala, accostato spesso ad ambienti cattolici vicini all’opus dei. Nella prima legislatur­a aveva una consulenza per la Regione Liguria pagata con fondi europei, un bando legato proprio a una campagna di sensibiliz­zazione per progetti finanziati da Bruxelles. Nel frattempo ha colleziona­to consulenze per altri enti liguri: il Comune di Rapallo, a cui ha creato il logo Hello Rapallo (70 mila euro); il Comune di Genova, per cui ha ricevuto altri incarichi; il Teatro Carlo Felice di Genova, che ha creato per lui una figura ad hoc, il responsabi­le dell’immagine (70 mila euro). Ci sono sue idee dietro amolte campagne degli ultimi anni, fra cui i red carpet. A richiesta del Fatto , la Regione Liguria ha spiegato che “Pogliani riceve dalla Regione Liguria un compenso di 60 mila euro per consulenza”.

CONSIGLIER­E

POGLIANI HA 4 DIVERSE CONSULENZE: 240 MILA e

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Il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti
FOTO ANSA Secondo mandato Il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti

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