Il Fatto Quotidiano

Il governo mette la fiducia sul Pass: ora tanti leghisti si danno assenti

- GIACOMO SALVINI

L’obiettivo di Mario Draghi è tenere la barra dritta sul Green pass evitando sbandament­i in maggioranz­a. E quindi, dopo l’estensione a tutti i lavoratori di giovedì e le tensioni di inizio settembre, ieri il governo ha posto la fiducia alla Camera anche sul decreto Green Passii, quello che introduce il certificat­o verde per scuola e trasporti. Non sono ammesse spaccature come nel primo decreto in cui la Lega aveva votato otto volte con FDI per poi piegarsi nel voto finale, seppure con 87 assenti. E così ieri è arrivato l’annuncio del ministro Federico D’incà: il voto di fiducia a Montecitor­io si terrà oggi pomeriggio. Ma la tagliola sugli emendament­i non escluderà defezioni nella Lega che aveva già votato contro il parere sul decreto in commission­e Cultura la scorsa settimana: il Carroccio alla fine voterà la fiducia ma nel partito si parla di un numero cospicuo di assenti. Non tanti quanto gli 87 del 9 settembre ma, secondo fonti leghiste, saranno tra i 20 e i 30. Qualcuno come Claudio Borghi – a capo dell’ala no Green pass– sarà assente giustifica­to, altri invece opteranno per l’assenza tattica: non votare la fiducia ma nemmeno andare all’opposizion­e. Questo è stato il diktat da via Bellerio per evitare spaccature nel partito. Anche Salvini ieri sera ha glissato sul voto di oggi: “Vogliamo i tamponi gratis”. Un modo per trattare con il governo quando in aula arriverà il terzo decreto, quello sul lavoro. A quel punto, è la minaccia del Carroccio, “il governo non potrà cavarsela con la fiducia”. Ieri intanto Roberto Fico ha annunciato che alla Camera sarà presto introdotto l’obbligo del pass.

IL DECRETO OGGI IL VOTO: 20-30 DEPUTATI DEL CARROCCIO DISERTERAN­NO

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