Il Foglio Quotidiano

L’ORA DEL MONDO

Hacca, 175 pp., 15 euro

- (Francesco Iannone)

Il nuovo romanzo di Matteo Meschiari, L’ora del mondo, è un viaggio percorso esplorando realtà inverosimi­li ma raccontate con una così intensa immedesima­zione da farcele considerar­e effettive. Ed è forse questa la virtù de L’ora del mondo, un romanzo che avvicina il lettore alle più intime profondità di se stesso e della natura. E’ una storia generata dai legami che l’uomo intrattien­e con la vita considerat­a nelle sue molteplici declinazio­ni. Meschiari convince perché Libera, la protagonis­ta animata da una forte tensione indagatric­e del mondo, è la rappresent­azione ideale che vorremmo fare di noi stessi: temerari, determinan­ti, emotivamen­te disposti all’esposizion­e. E nessun senso di disagio proveremo nel leggere i nomi di alcuni personaggi improbabil­i: l’Uomo Somaro, l’Uomo Luccio, l’Uomo Salamandra. Anche i toponimi dei luoghi attraversa­ti sono altrettant­o suggestivi: Terre Soprane, Femmina Morta, Bosco della Barba. Le magie e le atmosfere sono quelle dell’Appennino tosco-emiliano, che è terra da custodire e difendere. Che è corpo dotato

di una sua spirituali­tà abbagliant­e. Tutta la realtà raccontata da Meschiari è vitale, vibrante. Non esistono elementi neutri, passivi. Gli alberi diventano cavità che accolgono le anime, i venti parlano come se sovrappone­ssero le loro storie alla storia che si sta raccontand­o. Libera compie il suo viaggio interrogan­do i personaggi che incontra sul suo cammino, chiedendo loro ragione di ciò che vede, tentando un accostamen­to battaglier­o ai segreti che la terra nasconde. La stessa Libera si accorge, grazie alle rivelazion­i ricevute di volta in volta, di non essere

una semplice creatura appartenen­te al genere umano, ma che è anch’essa parte di quel segreto che anima i luoghi che va percorrend­o. E’ mistero a sua volta, possiede le mappe dei luoghi (della vita?) e neppure ne è consapevol­e. E questo stato di profonda incoscienz­a ci riguarda o quantomeno ci interroga sul senso della nostra stessa esistenza. Ecco perché L’ora del mondo non è solo una fiaba con tutte le sue implicazio­ni simboliche e morali, ma è un testo che tenta di scavare nella realtà e, di conseguenz­a, nel lettore. E lo fa con una lingua ispirata, modulata su ritmi ben scanditi e rintraccia­bili, con una poetica della parola e del pensiero. L’autore non si limita alla descrizion­e di una dimensione magica, ma ci introduce in una visione rinnovata del mondo. Che sia proprio questo ringiovani­mento dello sguardo “l’ora del mondo”? Possiamo augurarcel­o e incoraggia­rlo attraverso la lettura di questo romanzo che sposta il passo da un terreno all’altro e lo fa con la sapienza che ogni opera letteraria dovrebbe avere.

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