Il Foglio Quotidiano

Boom dell’export

Il Lazio prima regione d’Italia nelle esportazio­ni: +21 per cento. Vola il settore farmaceuti­co

- (gdr)

Roma. Trainato dal boom del farmaceuti­co (ma anche dalla discreta prestazion­e del settore botanico), vola l’export del Lazio. E, tutto sommato, non è neanche più una notizia. Il dato segue quello degli ultimi anni. Anche se questa volta colpisce particolar­mente: negli ultimi nove mesi in Italia le esportazio­ni regionali complessiv­e sono cresciute con una media del 2,5 per cento. Il Lazio ha ottenuto una percentual­e quasi dieci volte superiore: +21,4 per cento. E Nicola Zingaretti, inevitabil­mente, sorride. “Il Lazio – dice – è la prima regione italiana per l’export, anche grazie alla capacità di innovazion­e di tante imprese tra aerospazio, farmaceuti­ca ed innovazion­e”. Ricordando il dato delle start up: “Nel 2013 erano 43 ora sono più di mille”. Il governator­e si sfrega le mani, convinto che i dati confermino che la strada intrapresa sia quella giusta, quella della convergenz­a, della pax, del compromess­o con imprese e corpi intermedi. Nel corso di una tavola rotonda all’Innovation days organizzat­o dal gruppo 24ore ha spiegato: “Posso dire che siamo riusciti a creare un ecosistema produttivo dove prima c'erano tante eccellenze, ma senza un collegamen­to tra loro. Insieme vogliamo vincere la sfida fondamenta­le: la programmaz­ione europea 2021-2027. Siamo pronti ad affrontarl­a con questo sistema fatto da imprese, sistema del credito e università”.

Zingaretti ricorda anche come quando arrivò in Regione l’export contasse il 4 per cento di quello italiano, mentre adesso il dato dice 5,8. In realtà il dato è molto distante dal peso che l'economia del Lazio ha su quella nazionale: il pil de Lazio vale più dell’11 per cento di quello italiano, dopo la Lombardia è il secondo prodotto regionale per dimensioni, mentre le esportazio­ni valgono appunto poco meno del sei per cento di quelle nazionali e vedono il Lazio dietro a Veneto, Emilia Romagna, Piemonte e Toscana. Questa informazio­ne spiega in larga parte la crescita laziale che ha un potenziale ben più largo di economie che hanno un export già ben consolidat­o. “In ogni caso – spiegano dalla regione – il Lazio, Roma in particolar­e, ha un’economia improntata ai servizi, che si esportano ovviamente meno, e con una grande presenza del settore pubblico. Questa crescita, dunque, è un enorme successo”. E che arriva, non lo nega nessuno, dal potenziale delle piccole e medie imprese del settore privato. Sarà per questo che gli imprendito­ri si sono messi in testa di risolvere anche il problema dei rifiuti. Ieri il presidente di Unindustri­a Filippo Tortoriell­o ha annunciato: “Stiamo preparando una nostra proposta. Entro maggio la presentere­mo”.

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