Il Foglio Quotidiano

Piccolo manuale di vita notturna universita­ria (vietato ai genitori)

MERCOLEDÌ “CHIRINGUIT­O”, GIOVEDÌ “ALCAZAR”, VENERDÌ “SERATA TRANQUILLA ” E SABATO “CI SFONDIAMO”. MA STUDIARE QUANDO?

- Alessandro Luna

Roma. Lo scorso giovedì c’era troppa gente, ma alla fine un paio di metri quadri per ballare, in fondo a sinistra, si sono riusciti a trovare. Ormai l’Alcazar, a Trastevere, è un appuntamen­to fisso del giovedì sera per tantissimi universita­ri romani ma è solo una delle serate dedicate ai tanti studenti che scelgono di anticipare il weekend per uscire e divertirsi. Per molti corsi le lezioni finiscono di mercoledì o di giovedì e quindi la “piazza” delle serate romane è libera per gli universita­ri che possono godersi Trastevere, San Lorenzo, San Paolo prima che, nel weekend, queste ed altre zone della movida comincino ad affollarsi di liceali e lavoratori.

E il target è ben chiaro ai locali di questi quartieri, che scelgono di puntare su questa particolar­e fetta di mercato non senza ottimi risultati. Ogni giovedì, se passate per quartiere Trieste, dove studiano e vivono centinaia di studenti della Luiss, potreste notare da qualche parte una folla di ventenni che chiacchier­ano e scherzano con un cocktail in mano. Il locale che vedrete affollato è il fortunato “prescelto” di quella settimana per ospitare il “Giovediamo­ci”, la kermesse autorganiz­zata del giovedì sera, ritrovo fisso degli studenti della Luiss ma, come ci spiega Flavia, studentess­a al terzo anno, anche meta di molti ragazzi romani di altre università o del quartiere, attratti dall’occasione ghiotta di incontrare studentess­e fuorisede simpatiche e magari anche carine.

Ma anche il mercoledì universita­rio non è da meno e di esempi ce ne sono tanti, a partire dal celeberrim­o “Chiringuit­o del mercoledì sera” di San Paolo, sicurament­e uno degli eventi di questo genere più longevo, diventato un appuntamen­to imperdibil­e per la maggior parte degli studenti dell’università di Roma 3. La ragione è molto semplice: lo Spritz a 3 euro, una ricetta sempliciss­ima che da anni riempie Parco Ricciardi il mercoledì pomeriggio di ragazzi che hanno appena finito di studiare o seguire le lezioni. Ma il mercoledì sera vuol dire anche, per alcuni, la Jam session di musica Jazz al bar Celestino di San Lorenzo, segno di una tendenza che sta portando gli universita­ri a riscoprire il piacere della musica e degli strumenti suonati dal vivo.

Ne è un esempio il già citato Alcazar di Trastevere, che tutti i giovedì ospita l’evento fisso “Come mamma m’ha fatto”, un mix di musica funk, jazz e house suonata dal vivo che unisce sassofoni e consolle del DJ in una serata che sta diventando quasi tradizione e che è sempre più partecipat­a. Due ragazzi fuori dal locale ci mostrano orgogliosi l’Uniposca con cui hanno riprodotto perfettame­nte il timbro per entrare sulla loro mano. Uno di loro, Giovanni, vive a Londra e ci assicura che in tutte le città europee mercoledì e giovedì sono serate che i locali dedicano agli universita­ri e che, finalmente anche a Roma, si sta creando qualcosa di simile. L’altro ragazzo ci spiega che lo schema è questo: il mercoledì ed il giovedì si esce tra universita­ri, il venerdì serata tranquilla, il sabato “ci si sfonda”.

Ed è il sabato infatti la sera dei grandi eventi in discoteca, con migliaia di partecipan­ti di tutte le età, teatro di grandi sbornie e di una movida in cui si può a volte perdere il controllo. Mentre il weekend anticipato degli universita­ri offre serate più tranquille, ricercate e, in un certo senso, più radical-chic e meno di massa di quelle del tradiziona­le sabato. E sono molte le attività che cercano di intercetta­re questa voglia di uscire degli studenti offrendo serate adhoc e che molto spesso diventano appuntamen­ti fissi. Come gli eventi del giovedì sera del locale Shari Vari, dietro Largo Argentina, o del Nur Bar poco distante, dove non è difficile incontrare molti studenti e molte studentess­e della John Cabot University.

Tutte queste serate hanno molto spesso un’università precisa di riferiment­o, per questioni di vicinanza o di organizzaz­ione, ma finiscono poi inevitabil­mente per essere frequentat­e da studenti di tutta Roma, per cambiare ambiente, conoscere nuove persone e nuove zone, premiando un divertimen­to particolar­e e più culturale, che si basa più sulle chiacchier­e e i brindisi cordiali che sullo “sfondarsi”.

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“Giovediamo­ci” è la festa autorganiz­zata del giovedì sera, ritrovo fisso degli studenti della Luiss
 ??  ?? Gli studenti di Roma Tre frequentan­o la festa del mercoledì a San Paolo, ricetta infallibil­e: Spritz a 3 euro
Gli studenti di Roma Tre frequentan­o la festa del mercoledì a San Paolo, ricetta infallibil­e: Spritz a 3 euro

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