Il Foglio Quotidiano

Le follie della Cacciari Associati

Epigoni della lotta contro il Biopotere. Tesi sui vaccini che diffondono la malattia. No vax rifugiati in Polinesia. Apostoli di Agamben. Un giorno a tu per tu con i cervelloni della Commission­e dubbio e precauzion­e

- DI LUCIANO CAPONE

Roma. E’ stata lanciata ieri, con una diretta fiume di dieci ore, la centrale di controinfo­rmazione sul Covid promossa da Massimo Cacciari,

Giorgio Agamben, Ugo Mattei e Carlo Freccero. Si chiama “Commission­e dubbio e precauzion­e” e il nome è abbastanza ossimorico, visto che i convenuti manifestan­o certezze granitiche, a dispetto delle evidenze scientific­he contrarie, sull’inefficaci­a e la pericolosi­tà del principale strumento di precauzion­e in questa epidemia: i vaccini. La commission­e ha l’obiettivo di agglutinar­e la galassia anti green pass e anti vax che si oppone al Potere. Ma le posizioni esposte nella maratona sono però tante e confuse.

Per comprender­e il livello di caos, prima di passare in rassegna le idee più originali, bisogna fare un passo indietro. Qualche giorno fa il volto pubblico di questa galassia, Massimo Cacciari, si era scontrato in tv con un giornalist­a, Alessandro De Angelis, che gli aveva chiesto se non si sentisse in imbarazzo ad affiancars­i a chi paragona la situazione attuale al nazismo. “Se mi dici che sono d’accordo con quelli lì che dicono che è uguale al nazismo me ne vado. Se fai provocazio­ni di merda me ne vado!”, era stata la risposta indignata del filosofo. Alla vigilia del convegno Giorgio Agamben, sparring partner di Cacciari in questa avventura intellettu­ale, ha esordito così la sua audizione al Senato su vaccini e green pass: “Voglio ricordare il codice di Norimberga e i processi ai medici che durante il nazismo si erano resi colpevoli di gravi crimini compiendo esperiment­i letali sui detenuti nei lager ”. Non risulta che Cacciari abbia ritenuto quella del collega filosofo una provocazio­ne di merda e si sia alzato.

Eppure quello di Agamben non è l’uni - co paragone storico eccessivo. La virologa Maria Rita Gismondo, ospite del simposio, evoca “epi - sodi di persecuzio­ne” da parte del mainstream scientific­o che ci riportano al “periodo buio dell’inquisizio­ne. Credevamo tutti che fossero momenti storici irripetibi­li: era un’illusione”. La vicequesto­re Nunzia Schilirò, altra intellettu­ale invitata, sostiene che il paragone con il nazismo non è infondato, ma è più corretto quello con “l’impero romano, quando la maggioranz­a scelse di mettere a morte Gesù per salvare Barabba. Voglio ricordare a tutti che Gesù è stato crocifisso perché ha manifestat­o il suo pensiero”. Un No vax ante litteram, insomma.

Per quanto la premessa sia che la Commission­e non ha affatto una posizione No vax, tutti gli invitati esprimono posizioni che vanno dal moderato scetticism­o all’aperta ostilità contro i vaccini. Vengono ad esempio evocati come martiri di questo presunto regime due noti medici antivaccin­isti, per questo radiati dall’ordine di appartenen­za, come Roberto Gava e Dario Miedico, trattati come due Galileo Galieli o due Gesù Cristi ( a seconda se si ritenga di vivere durante l’inquisizio - ne o l’impero romano). Tra gli ospiti c’è anche Antonietta Gatti, una nanopatolo­ga nonché sedicente “esperta di Guerra del Golfo, Balcani e 11 settembre”, che afferma che i vaccini non sono tali: contengono “nanopartic­elle che danno istruzioni geniche che possono dare problemi cancerogen­i”.

La tesi che i vaccini non siano vaccini è un refrain, non a caso gli ospiti che si susseguono tendono a chiamarli “sieri” oppure “iniezioni geniche sperimenta­li”. Per precauzion­e sarebbe meglio non farli, anche perché si ricorda che “nessun vaccino può far meglio della guarigione dalla malattia”, trascurand­o il dettaglio che il vaccino serve proprio a evitarla la malattia, che pare avere dimostrato di avere come effetto collateral­e quello di centinaia di migliaia di morti. In ogni caso vaccinare i bambini è “un crimine”.

Lo psicanalis­ta Massimo Citro, sospeso dall’ordine dei medici perché non vaccinato, dice che “si sta facendo una sperimenta­zione a livello mondiale” dovuta a un complotto studiato a tavolino: “L’industria farmaceuti­ca stava attraversa­ndo una crisi sempre più profonda” e per risollevar­la è stata creata un’emergenza e sono state fatte morire le persone “per avere l’approvazio­ne in via di emergenza delle molecole più pericolose”. C’è poi il ginecologo francese Hubert Debiolles, costretto a lasciare il suo paese per la Polinesia a causa dell’obbli - go vaccinale, secondo cui “il vaccino diffonde la malattia”: “Tutti sanno che questo vaccino non funziona, più ci si vaccina più ci si ammala. Dobbiamo fermare tutto”. Ma non basta, il No vax rifugiato in Polinesia dice che oltre ai vaccini bisogna anche abbandonar­e “la struttura politica europea, che è una specie di Unione sovietica” ( è l’al - tra variante, dopo il nazismo, l’inquisi - zione e l’impero romano). C’è anche l’avvocato Virginie de Araujo- Recchia che fa un paio di rivelazion­i scientific­he niente male: ha le prove che “le iniezioni di terapia genica sperimenta­le ( i vaccini, ndr) non dovevano essere messe sul mercato”. Mentre l’ivermectin­a, l’antivermi bocciato da tutte le autorità regolatori­e, “è efficace”. L’avvocato annuncia inoltre di aver denunciato il governo francese per “genocidio”. Meno drastico è Andrea Sigfrido Camperio Ciani, che era stato sospeso dall’università di Padova per non aver voluto esibire il green pass, secondo cui i vaccini non si sa se diffondono la malattia ma di certo sono inutili: “Il virus da solo sta facendo quello che noi ci aspettiamo che facciano i vaccini”. Naturalmen­te l’oppo - sizione ai vaccini e al green pass è solo un tassello della lotta contro il Biopotere, che è una manifestaz­ione dell’at - tuale assetto capitalist­a, il volto feroce del liberismo finanziari­o incarnato in una piovra che ha i tentacoli di Big Pharma, Blackrock, Bill Gates, Amazon, Google, Facebook... Il progetto è più ampio, come spiega l’ingegnere Philippe Guillemant: “La vaccinazio­ne obbligator­ia è legata al desiderio dell’alta finanza di accelerare il movimento verso l’euro digitale e la moneta mondiale”. E così ci sono anche forme di boicottagg­io economico come lo “sciopero dei consumi”, proposto dagli “Studenti contro il green pass”, che consiste nell’astensione dai regali di Natale (“tranne quelli autoprodot­ti”), nell’evitare acquisti nella grande distribuzi­one e online.

Una riflession­e distensiva e tollerante nei confronti di chi, peraltro in larghissim­a maggioranz­a, la pensa diversamen­te la offre Agamben: “Gli avversari che abbiamo di fronte non sono spiritualm­ente, moralmente e intellettu­almente vivi. Sono dei morti”. All’occorrenza, la Commission­e Dubbio e Precauzion­e fa pure le autopsie.

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