Il Foglio Quotidiano

DON BARBETTA, UN PADRE CON CUORE DI FANCIULLO

Itaca, 160 pp., 15 euro

- ( Emmanuele Michela)

Ci sono gli incontri, tantissimi, con gli universita­ri di Cl del Politecnic­o e delle facoltà scientific­he di Milano, che ha conosciuto in trent’anni di servizio alla chiesa di San Pio X, in Città Studi. Ma ci sono anche gli anni di militanza nella Giac ( Gioventù italiana di Azione cattolica) di cui fu presidente per la diocesi negli anni Sessanta, tempo di incontri con la appena nata Gioventù Studentesc­a. E ancora, l’impegno nel Camen ( Centro ambrosiano metodi naturali), per cui si è speso, o il rapporto con molte coppie accompagna­te al matrimonio. La vita di don Marco Barbetta rivive in un volume appena uscito per Itaca e firmato da don Simone Riva, sacerdote ambrosiano che ha fatto ordine nella vita spesa per Cristo da questo parroco, morto nel 2020. “Proprio nella semplicità degli avveniment­i della vita di ciascuno, don Marco contemplav­a l’opera di Dio e ne godeva”, sono le parole di una famiglia che ebbe a che fare con lui a San Pio X. Come loro, tanti altri hanno ricordi grandi di Barbetta, raccolti uno dietro l’altro nel volume: pagine che lasciano trasparire la bellezza di una fede vissuta nei rapporti viso a viso. Nella prefazione è perfetto mons. Massimo Camisasca: “Mi impression­a molto vedere quanto la vita di un prete possa incidere su quella di centinaia e centinaia di persone. Oppure il suo contrario. Tutto dipende dalla concezione che uno ha della propria vocazione. Se pensa di essere all’origine di tutto o se invece si concepisce come strumento dell’iniziativa di un Altro. Don Marco è stato veramente il tramite di un Altro. Ha vissuto questo suo mistero con leggerezza, pazienza, intensità. E’ stato un uomo che ha messo in relazione mondi diversi nella Chiesa, senza mai rinunciare a essere fedele alle esperienze che avevano cambiato la sua vita. E’ stato un padre che manteneva nel fondo di sé un cuore di fanciullo”.

A chiudere il volume è un testo, scritto dallo stesso Barbetta, nel 2009, un intervento destinato ad un’assemblea di sacerdoti ambrosiani: “Mi trovo ad avere a che fare quotidiana­mente con giovani universita­ri che hanno mediamente cinquant’anni meno di me – scriveva –: devo ammettere che la cosa, ancorché atipica, non è per niente fonte di disagio. Infatti laddove la fede, la vita e l’esperienza cristiana sono da loro, anche solo incipiente­mente, vissute, mi è dato di vedere oggi il prender forma della Chiesa di domani, senza la necessità di inventare assetti e rimuginare ripensamen­ti che preoccupan­o, a volte un po’ os - sessivamen­te, gli strateghi di una pastorale che la gente, e in particolar­e i giovani, vede solo da lontano o studia con distacco usando gli strumenti della sociologia, della statistica e della psicologia e che tali cose vanno insegnando ai malcapitat­i che l’intuizione di diventar preti porta oggi anche nei nostri seminari”.

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