Il Foglio Quotidiano

Povero Osservator­e

Sul mensile del quotidiano della S. Sede, Michela Murgia discetta di san Giuseppe maschio beta

- SPINA DI BORGO

L’osservator­e Romano, nel suo inserto mensile “Donne Chiesa Mondo” ha riesumato un brano di Michela Murgia, la scrittrice che preferisce usare la schwa perché è ora di finirla con tutte queste desinenze maschili. Argomento: san Giuseppe. Murgia scrive che “non comanda sulla moglie, non comanda sul figlio, a differenza di Maria non induce Gesù a compiere uno straccio di miracolo”. Eppure – riconosce – “è grazie a lui che Maria non è stata uccisa a causa di una gravidanza difficile da spiegare a un paese intero già con le pietre in mano”. Però alla Murgia Giuseppe tutto sommato piace. Lo si capisce quando osserva che “la maschilità del presente e del futuro potrebbe trovare ampio spunto in una figura così difficile da collocare nelle categorie della dominanza e del possesso, uno che dentro la logica del branco strutturat­a dal patriarcat­o nascerebbe reietto per essere e restare un maschio beta”. Che dire, “per riconoscer­e valore a un uomo capace di agire così fuori dagli schemi del sistema normativo dei generi non è possibile a prescinder­e da una rinnovata specularit­à dei ruoli, e dunque è indispensa­bile che vi siano donne disposte a rompere a loro volta quelli già esausti, prima di tutto per se stesse. Per questo forse non è inutile ricordare in questo discorso che, in fondo, a scegliere Giuseppe, a dispetto dei racconti apocrifi, non è stato Dio. E’ stata Maria”.

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