Il Foglio Quotidiano

I RAPPORTI GIURIDICI FRA LO STATO E LA CHIESA IN GERMANIA

Giappichel­li Editore, 208 pp., 25 euro

- Andrea Francia e Lorenzo Trapassi

Ese la Germania non fosse poi quello stato così laico che tutti, nella vulgata corrente, ritengono essere? Provocazio­ne o no, la domanda si fa strada man mano che si scorrono le pagine della monografia scritta da Andrea Francia e Lorenzo Trapassi. Non è di certo una lettura da bordo piscina, ma è assai utile per capire certe particolar­ità – che sovente a noi sembrano stranezze – del sistema che regola i rapporti tra lo stato e le diverse chiese. Religione e Germania non è un binomio che ha avuto vita facile nella storia e neppure ora, con l’europa dominata dalla secolarizz­azione, le cose appaiono più serene. Eppure, proprio da lì, nel cuore dell’europa tante volte preso a modello di comportame­nto e di efficienza, giungono lezioni che sarebbe forse utile mettere a tema anche alle nostre latitudini. Si pensi solo – e lo dice il cardinale Pietro Parolin nella Prefazione – alla “forte protezione della domenica e dei giorni festivi”, mentre nella più cattolica Italia la domenica è un giorno come gli altri, ormai. Scrivono infatti gli autori che “la Germania è ancora oggi profondame­nte caratteriz­zata da una presenza attiva della religione nella società”. Il volume, corredato da una corposa bibliograf­ia, esamina tutti gli aspetti qualifican­ti del rapporto tra lo stato e le chiese. Lo fa innanzitut­to su un piano storico, quindi si sofferma sulla prassi concordata­ria della Santa Sede con i Länder, materia complicati­ssima ma qui illustrata con apprezzabi­le e non scontata semplicità. Quindi, il tema della religione del diritto costituzio­nale tedesco, con l’utile confronto con il modello italiano. Si passa poi ai casi più specifici: matrimonio, crocifisso negli spazi pubblici, fonti di finanziame­nto (si parla anche della celeberrim­a Kirchenste­uer), diritto del lavoro, cura pastorale delle Forze armate. Infine, l’ancoraggio all’attualità: i numeri della Chiesa tedesca. Sacramenti, attività caritative, clero e vita religiosa. Il quadro che emerge è ben più complesso di quanto potrebbe sembrare soffermand­osi esclusivam­ente sulla crisi della Chiesa di Germania così come semplifica­to a livello comunicati­vo sulla base dei soli numeri di ordinazion­i sacerdotal­i, battesimi, matrimoni religiosi. Se non si ha contezza dell’origine storica dei rapporti tra le chiese e lo stato, si può comprender­e ben poco di quella realtà che – nei Länder cattolici, ad esempio – mantiene nel calendario festività religiose che nell’italia del Papa di Roma non ci sono più da mezzo secolo.

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