Il Foglio Quotidiano

Rieletto sindaco e già sospeso: la legge Severino torna a colpire

- Ermes Antonucci

Roma. La legge Severino, quella che prevede la sospension­e dalle cariche elettive per una sentenza soltanto di primo grado (alla faccia del principio costituzio­nale di presunzion­e di non colpevolez­za), ha colpito ancora, stavolta con effetti veramente singolari. La vicenda coinvolge il piccolo comune di Sant’urbano, che riunisce duemila abitanti sparsi tra i campi della bassa padovana. Alle elezioni di domenica 12 giugno, il sindaco uscente Dionisio Fiocco ha ottenuto la rielezione (per la quarta volta in totale). Fiocco era l’unico candidato alla carica di primo cittadino, ma con la sua lista è riuscito a raccoglier­e il 79 per cento delle preferenze, con un’affluenza del 54 per cento che ha reso valida l’elezione (il quorum era del 40 per cento). Fiocco, architetto di 57 anni, non ha potuto però neanche giurare come sindaco.

Lo scorso settembre, infatti, è stato condannato in primo grado a due anni con l’accusa di peculato per una vicenda riguardant­e la forestazio­ne di una discarica tattica regionale. Al termine del processo, i pubblici ministeri avevano chiesto per lui l’assoluzion­e, ma i giudici del tribunale di Padova l’hanno pensata diversamen­te (si attende ora il verdetto d’appello).

Vista la condanna, lo scorso novembre Fiocco era già stato sospeso dalla carica di sindaco per 18 mesi in virtù della legge Severino. La guida del comune era così passata nelle mani del vicesindac­o Bertilla Targa, fino al termine del mandato. Nonostante la precedente sospension­e e la presenza ingombrant­e di una sentenza di condanna, Fiocco ha deciso di ricandidar­si a sindaco alle comunali del 12 giugno ed è stato rieletto, ricevendo la fiducia dei suoi concittadi­ni. Tre giorni fa, tuttavia, il prefetto lo ha di nuovo sospeso dalla carica di sindaco in virtù della legge Severino. Prima che scattasse la seconda sospension­e, Fiocco ha avuto il tempo di nominare la giunta, tra cui il vicesindac­o, Guido Temporin, che ora svolgerà le funzioni di sindaco temporaneo. In caso di mancata nomina della giunta, il comune sarebbe stato addirittur­a commissari­ato.

“Ho ricevuto l’avviso di garanzia nel 2014”, racconta al Foglio Dionisio Fiocco. “Avendo la coscienza a posto, ho deciso di andare a dibattimen­to e di non scegliere riti alternativ­i. Il processo si è concluso nel 2021 con la mia condanna. Non solo il pubblico ministero aveva chiesto la mia assoluzion­e, ma c’è un passaggio nella sentenza molto significat­ivo che, riferendos­i a me, recita: ‘Il fatto che egli non abbia tratto alcun vantaggio personale o quantomeno patrimonia­le non è elemento idoneo a escludere la sua responsabi­lità, ben potendo egli aver agito anche per il perseguime­nto di altri fini’. Eppure questi fini non vengono neanche specificat­i”.

Fiocco ha sempre sentito attorno a sé la fiducia dei cittadini del piccolo comune di Sant’urbano: “Ho 57 anni – dice – sono nato qui e abito qui da sempre, continuo a fare la vita di paese e sono sempre stato in mezzo alla gente. Fin dall’inizio della vicenda giudiziari­a, ho solo avuto sostegno. Tutti mi dicevano: ‘Ti conosciamo, sei nato qua, crediamo nella tua innocenza’”. “Le racconto una storia – aggiunge Fiocco sorridendo – Poco dopo aver ricevuto l’avviso di garanzia, su un giornale locale uscì la notizia che avevano fatto una rogatoria in Svizzera per verificare se avevo conti segreti. Quel giorno entrai al bar del paese e alcune persone mi dissero: ‘Abbiamo letto la notizia. Sarai anche un delinquent­e, ma che tu abbia dei conti all’estero qui non ci crede nessuno’”.

Alla fine Fiocco si è ricandidat­o, ottenendo lo stesso numero di voti di cinque anni fa. “Durante la campagna elettorale – racconta ancora il sindaco sospeso – solo l’ultima sera un cittadino mi ha chiesto cosa sarebbe successo in caso di mia rielezione vista la condanna. Ho spiegato in maniera molto chiara che avrei dovuto adottare delle misure per evitare il commissari­amento, attraverso l’immediata nomina della giunta. Speravo un po’ nel referendum abrogativo della legge Severino. Speravo anche nell’approvazio­ne della proposta di legge di modifica della legge Severino presentata dal Pd, annunciata a novembre ma ferma al Senato, credo per accordi elettorali con i Cinque stelle”.

La vicenda del piccolo comune di Sant’urbano, però, dimostra per l’ennesima volta quanto sia urgente modificare la legge Severino, sottraendo alla magistratu­ra il potere di condiziona­re, sulla base di condanne solo provvisori­e, la vita di corpi politici democratic­amente eletti: “Comprendo il momento storico in cui la legge venne approvata, in una fase di debolezza generale della politica – afferma Fiocco – Dico però soltanto una cosa: ci riempiamo sempre la bocca con la Costituzio­ne, ma la Costituzio­ne su questo è molto chiara. Deve prevalere la presunzion­e di innocenza fino a sentenza definitiva. Poi magari si può ragionare sulla sospension­e in caso di reati molto gravi, ma non si può pensare di calpestare così questo principio costituzio­nale”.

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