Il Foglio Quotidiano

Caro centrodest­ra, occhio al suicidio

- BARBARI FOGLIANTI Roberto Maroni

La politica è in fibrillazi­one, e non solo in Italia. Basta vedere quel che è successo in Francia, dove Macron non è riuscito ad avere la maggioranz­a assoluta in Parlamento. Ma anche da noi le cose non vanno tanto bene. A cominciare dalla crisi del M5s, con la guerra tra Giuseppe Conte e Luigi Di Maio. E’ vero, Di Maio non è stato (ancora) espulso, ma non può più parlare in nome e per conto del Movimento. E poi c’è la Sicilia, dove Gaetano Micciché (FI) non vuole che Nello Musumeci (FDI) si ricandidi alle regionali di settembre. “Di Sicilia parleremo nelle prossime ore – ha detto la Meloni – Ho letto dichiarazi­oni fuori luogo da parte di altri, non siamo una forza secondaria nel centrodest­ra, non diamo aut aut a nessuno, ma non accettiamo che gli altri li diano a noi”. Per finire c’è il caso di Verona. Dove domenica non si è riusciti a trovare l’accordo tra il sindaco uscente di centrodest­ra, Federico Sboarina, e Flavio Tosi, storico esponente della Liga Veneta, da poco passato a Forza Italia. Ci hanno provato tutti, Salvini, Meloni e Berlusconi: ma Sboarina è stato irremovibi­le. Con il rischio concreto di perdere al ballottagg­io di domenica prossima, visto che Sboarina, sindaco uscente, dopo il primo turno è indietro di 8 punti. C’è grande confusione sotto il cielo del centrodest­ra, poco ma sicuro. Riuscirann­o i nostri eroi a trovare “la quadra” (espression­e inventata da Bossi)? Nel frattempo non rimane che aspettare per vedere come andrà a finire. Mission impossible? Stay tuned.

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