Il Foglio Quotidiano

Solo 50 grillini

Sondaggio choc sul M5s per la prossima legislatur­a. Ora Letta ci prova con il proporzion­ale

- PASSEGGIAT­E ROMANE

Al di là della tenzone tra Giuseppe Conte e Luigi Di Maio, che con ogni probabilit­à diventerà il tormentone dell’estate-autunno del 2022, il Movimento 5 stelle è entrato in grande fibrillazi­one per un altro motivo. Un motivo che ha a che fare con un sondaggio riservatis­simo fatto commission­are qualche tempo fa. I risultati di quella rilevazion­e sono alquanto impression­anti. E infatti hanno gettato nella costernazi­one i grillini. Di qui il diluvio di insulti e accuse che si sono rivolti in questi giorni. Tutta colpa di un numeretto che ha fatto paura a tutti o quasi i parlamenta­ri pentastell­ati e gli aspiranti tali. Quel numero inquietant­e e preoccupan­te dice che nella prossima legislatur­a i grillini arriverann­o in Parlamento in 50. Una cifra che è niente paragonata all’attuale (oggi solo alla Camera sono 155, al Senato 73). Questo significa che anche chi si salverà dalla tagliola del doppio mandato, dalla volontà di Conte di fare fuori dalle liste deputati e senatori vicini a Di Maio e dalle aspirazion­i di chi, come Rocco Casalino, sogna un seggio, non è detto che poi ce la faccia nelle urne. Panico.

Questo spiega anche la svolta di Luigi Di Maio, che sta meditando sul serio di auto espellersi dal movimento. Svolta che, sia detto per inciso, pare che non sia stata particolar­mente apprezzata a palazzo Chigi. Le drammatizz­azioni e le divisioni non sono guardate di buon occhio da quelle parti perché hanno come unica conseguenz­a quella di mettere in difficoltà il governo, che sulla risoluzion­e, invece, non è mai stato veramente messo alle strette. Il portavoce dell’ex premier, Casalino, ha poi fatto un gioco di prestigio: ha sparso la notizia dell’espulsione di Luigi Di Maio su cui tutti o quasi i giornali si sono avventati e così facendo è riuscito a nascondere il fatto che Conte aveva già ceduto sul no alle armi e che si preparava ad accontenta­rsi di qualche passaggio innocuo della risoluzion­e di maggioranz­a che lui poi propagande­rà come un gran successo della sua battaglia.

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