Il Foglio Quotidiano

EUROPA, SOGNO IMPOSSIBIL­E

Non vendere più auto con motori termici dal 2035 è praticamen­te un’utopia I dubbi della politica. E di Crisci (Unrae), Scudieri (Anfia) e Cosentino (Federauto)

- DI MARIO ALBERTO CUCCHI

Zero emissioni, da anni se ne parla. Ma i numeri anche se in crescita sono sempre troppo piccoli. Ora a dettare i tempi ci pensa la Comunità Europea che non accetta più scuse: “dal 2035 in Europa non si potranno più vendere auto dotate di propulsori termici alimentati a benzina o gasolio”. Un percorso non ancora definito perché deve passare ancora attraverso un paio di sbarrament­i. Ma l’orientamen­to è questo e la dice lunga sulla volontà della politica. L’obbiettivo è quello, sacrosanto, di ridurre le emissioni. La plenaria dell’europarlam­ento ha avallato la proposta della Commission­e europea. L’emendament­o sostenuto dal Ppe, che prevedeva una riduzione delle emissioni di CO2 del 90% invece che del 100%, non è stato approvato. L’ok dell’emiciclo alla posizione negoziale degli eurodeputa­ti sugli standard di emissioni di CO2 è arrivato con 339 voti a favore, 249 contro e 24 astenuti. “E’ una soluzione molto ideologica e poco realistica”. Così il viceminist­ro allo

Sviluppo Economico, Gilberto Pichetto, commenta la decisione. “Continuo a non immaginare il Gran Premio di Monza senza il rombo del motore delle auto in pista”. Ideologia a parte il problema secondo molti è anche occupazion­ale. “Sono 70.000 i posti di lavoro a rischio nell’industria automotive, legata alla produzione di componenti che non serviranno per l’elettrico” spiega il direttore dell'anfia Gianmarco Giorda. “L’elettrico a oggi non è in grado di compensare la perdita di posti di lavoro, non basta costruire colonnine di ricarica o altri componenti. Servono piuttosto azioni per portare in Italia pezzi di filiera legati alla produzione di batterie per le auto elettriche” spiega Giorda. E intanto gli incentivi per il rinnovo del parco auto stanziati per il 2022 pare siano già esauriti. Se l’autonomia delle auto “alla spina” aumenta di modello in modello quella degli incentivi dura sempre di meno.

“Le normative europee generano elementi di preoccupaz­ione”, ha detto in un convegno milanese a margine del Mimo il ministro Giorgetti. “Il governo ha delle perplessit­à e le ha espresse alla Cop26 sull’ineluttabi­lità della fine del motore endotermic­o. Noi difendiamo la neutralità tecnologic­a”. Giorgetti, come già aveva detto il ministro Cingolani intervenen­do alla Festa dell’innovazion­e de il Foglio a Venezia, ha ribadito la necessità di valutare le tecnologie alternativ­e all’elettrico, di introdurre una valutazion­e dell’intero ciclo di vita e di lavorare per salvaguard­are la competitiv­ità dell’industria europea. “Vedremo come evolverà il negoziato, ma noi insisterem­o sulle nostre richieste”, ha aggiunto il ministro, facendo riferiment­o all’avvio delle trattative interistit­uzionali sul pacchetto “Fit for 55” successive al voto dell’europarlam­ento.

Il mondo dell’auto è preoccupat­o. Michele Crisci, rieletto presidente dell’unrae, ha aggiunto: "La politica deve dare le certezze necessarie per programmar­e gli investimen­ti. Bisogna accogliere le nuove tecnologie, ma servono anche le infrastrut­ture e target vincolanti anche per le industrie a noi attigue. Serve un’agenda condivisa da tutti affinché l’automotive non sia il solo a prendersi carico della transizion­e”. Anche Paolo Scudieri, numero uno di Anfia, viaggia sulla stessa lunghezza d’onda: “Nessuno è contrario alla transizion­e, all’ambiente e all’evoluzione, ma il voto dell’8 giugno è un macigno: spaventa l’approccio mono-tecnologic­o, anche perché l’europa non ha le competenze e non controlla la filiera dell’elettrico, al contrario di alcuni Paesi asiatici”. Scudieri ha sottolinea­to l’importanza di biocarbura­nti e idrogeno per questa transizion­e della mobilità. Adolfo De Stefani Cosentino, presidente di Federauto, è stato come sempre molto colorito nella sua arringa: “Perché gli incentivi per la fascia 61/135 g/km sono andati esauriti? Forse perché sono le auto più gradite? Forse perché costano meno. Io sono preoccupat­o e non sono così sicuro che la data finale sarà il 2035”. Ci sono proroghe per tutto. Figuriamoc­i se non ne arriverà una anche su questo bando impossibil­e.

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