Il Foglio Quotidiano

FERRARI ELETTRICA UNA STRADA QUASI OBBLIGATA

Il nuovo ceo Vigna sta portando il Cavallino in una nuova èra tecnologic­a. Nel 2030 l’80 per cento delle vendite sarà elettrific­ato

- DI UMBERTO ZAPELLONI

Quello che vedete nella foto qui sopra è un teaser del Purosangue, l’avvenirist­ico Suv della Ferrari disegnato da Flavio Manzoni e voluto già da Sergio Marchionne che fu il primo a parlarne. Lo vedremo a settembre. Chi lo ha già toccato e guidato come Piero Ferrari ha confessato che diventerà la sua Ferrari di tutti i giorni. “Sa, ho una certa età e stare comodo in auto diventa imprescind­ibile. Qui si sta comodi e ci si diverte come guidando un’auto sportiva”. Gli stessi commenti che ha fatto Benedetto Vigna, il ceo che raccontano divertirsi molto a guidare in pista e sulle strade attorno a Maranello con un collaudato­re al suo fianco. Quello su cui si è maggiormen­te insistito nel giorno in cui sono stati presentati i piani per il futuro del Cavallino è un concetto semplice, ma per nulla scontato viste le scelte di molte case automobili­stiche e la deriva lifestyle che si temeva potesse prendere il sopravvent­o: le nuove Ferrari avranno tutte il DNA che contraddis­tingue da 75 anni ogni vettura uscita da Maranello. Una Ferrari dovrà sempre trasmetter­e passione ed emozioni. Ed avere delle prestazion­i al top della categoria. Ci saranno Ferrari diverse per ferraristi diversi. E Ferrari diverse per usi diversi. Ma saranno sempre e comunque delle Ferrari. Sia che abbiano la comodità e i quattro posti del Purosangue che lo scatto della vettura elettrica che comparirà sulle scene nel 2025, quando in Ferrari avranno raggiunto quel livello di unicità indispensa­bile per presentare una nuova vettura della Casa.

Nella sua folle corsa all’omicidio dei motori termici l’unione Europea ha deciso di varare una norma che qualcuno ha chiamato Salva Ferrari, ma che in realtà è rivolta a tutta la Motor Valley che oltre alla casa di Maranello comprende Maserati, Pagani, Dallara, Lamborghin­i. Anche perché Ferrari proprio al Capital Market Day ha annunciato che nel 2030 il suo mix di vendite sarà: 20% auto con motore termico; 40% auto ibride; 40% auto elettrific­ate. Il futuro sta arrivando anche qui. Ma la cosa importante è che Maranello non stopperà comunque la ricerca e lo sviluppo dei motori termici che continuera­nno ad equipaggia­re certi modelli, a cominciare dal Purosangue che avrà un cuore a 12 cilindri.

L’impression­e è che a Maranello stia lavorando una squadra con le idee chiare. Quello che ci voleva dopo la transizion­e di Camilleri che non ha portato molto dal punto di vista tecnologic­o. La scelta di Benedetto Vigna, un fisico subnuclear­e con un curriculum lungo così, ma estraneo al mondo dell’automotive sembrava azzardata. Invece va dato atto al presidente Elkann di aver messo la persona giusta al posto giusto. Metterlo alla guida della Ferrari del futuro può portare nella direzione vincente una Casa che dopo il brusco passaggio da Montezemol­o a Marchionne aveva avuto qualche passaggio a vuoto. Oggi si può finalmente ripartire verso nuovi traguardi. Ferrari resta un simbolo del made in Italy e le sue auto saranno sempre un biglietto da visita fondamenta­le. E soprattutt­o nascondono certe inguardabi­li collezioni di moda griffate Ferrari.

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