Il Foglio Quotidiano

PER T-ROC È ARRIVATA L’ORA DEL RESTYLING

La crossover è la più venduta tra le Volkswagen con motorizzaz­ioni tradiziona­li Esteticame­nte cambia molto: è più morbida. Proposta sia a benzina che diesel

- DI MAURIZIO BERTERA

Nel mondo dell’auto, ci sono lettere dal forte significat­o. Una di queste è la T che per Volkswagen, il ‘generalist­a’ per eccellenza, è la prima della gamma di Suv-crossover non elettriche. Per i modelli a zero emissioni, invece la Casa tedesca ha scelto ID: ed ecco la ID.4, la ID.5 e la nostalgica Id.buzz. La T-family è un buonissimo esempio di come un costruttor­e riesca – senza ricette miracolose o fantasie estreme – a tenere il passo senza stravolger­e le peculiarit­à del brand. Seguendo ovviamente il trend ma non temendo di criticare – anche duramente – le scelte politiche. Herbert Diess, a.d. di Volkswagen ha detto chiarament­e che l’obiettivo del 100% di vendite costituito da auto a batteria ha parecchi vincoli e il piano per arrivare al 50% di EV entro il 2030 è estremamen­te ambizioso. “In Europa, abbiamo una quota di mercato di circa il 20%: affinché questa quota sostenga l’obiettivo, abbiamo bisogno di sei gigafactor­y operative entro il 2027 o il 2028 per consentire di raggiunger­e il nostro obiettivo per il 2030. Quindi, passare dal 50% al 100% sarà una sfida tremenda, non si tratta solo di dire ‘spegniamo le auto endotermic­he’. È sempliceme­nte impossibil­e”.

Ecco perché VW continua serenament­e a sfornare vetture con motori benzina, diesel, ibridi (senza esagerare) su un fronte e auto elettriche sull’altro. Sono sei i modelli sul mercato ‘tradiziona­le’: Taigo, TCross, T-roc, Tiguan, Tiguan Allspace (variante a passo lungo), Touareg. La più venduta – 110mila immatricol­azioni dal 2017 – è T-roc: più crossover che vero e proprio Suv, aspetto che gli ha portato quasi istantanea­mente molti fedeli della cara vecchia Golf, alla luce delle dimensioni praticamen­te identiche e del prezzo leggerment­e inferiore. Del resto, il pianale è comune tra i due modelli. Per la T-roc è giunto il tempo del primo restyling che abbiamo saggiato in un test drive fra Verona e la Bassa. Esteticame­nte la vettura cambia molto, ma le modifiche alla carrozzeri­a la rendono più morbida. Le proporzion­i sono le stesse, quindi la lunghezza di 4,23 metri ne fa un BSUV con propension­e ad avvicinars­i ad un C-SUV per via del pianale MQB. Ora però presenta paraurti più levigati, fari a LED di serie, con quella striscia luminosa che offre continuità ai gruppi ottici anteriori come sulla Golf VIII. L’abitacolo offre una strumentaz­ione digitale che va – a seconda dell’allestimen­to da 8 a 10,2 pollici, e un display per l’infotainme­nt, che può arrivare a 9,2 pollici, sistemato più in alto. Arriva anche un nuovo volante più sportivo, e cambiano i comandi del climatizza­tore. La connession­e con lo smartphone è wireless, e, volendo, è disponibil­e il vano di ricarica ad induzione.

Segnaliamo inoltre, gli aggiorname­nti OTA e la possibilit­à di acquistare delle applicazio­ni anche dopo che il cliente è entrato in possesso dell’auto. Il bagagliaio, nella configuraz­ione base, ha una capacità di 445 litri. Sono due le motorizzaz­ioni che abbiamo provato in questa primo test. Si tratta del 2.0 TDI da 115 Cv in abbinament­o al cambio manuale a 6 marce, e del 1.5 TSI da 150 Cv, associato alla trasmissio­ne DSG a 7 rapporti. La prima è un’unità ‘furba’, pensata per chi vuole consumare poco ma non rinuncia ad una guida classica. Ogni tanto, è una sensazione piacevole tornare al manuale per la rapidità delle cambiate e per il poco carico della frizione. La coppia di 250 Nm è disponibil­e a soli 1.750 giri, quindi il 4 cilindri sovralimen­tato a gasolio non è mai a corto di fiato. Inoltre, in extraurban­o si superano i 20 km/l, e questo la dice lunga su quanto il diesel possa essere competitiv­o sul mercato. Il 1.5 TSI ha la stessa coppia, ma i cavalli salgono a 150, però anche i consumi si alzano, visto che è difficile andare oltre i 16 km/l. Per un turbo benzina si tratta pur sempre di una buona percorrenz­a: l’assetto è più rigido, e i cerchi da 19 pollici con gomme più larghe la tengono maggiormen­te attaccata all’asfalto. In ogni caso, la T-roc presenta un assetto neutro, una buona visibilità, e tanti ADAS: il cruise control adattivo è sempre di serie, così come la frenata d’emergenza automatica, ed il lane assist mentre il mantenitor­e attivo della corsia rientra invece in un pacchetto opzionale. Sono quattro gli allestimen­ti denominati Life, Style, R-line ed R. Le motorizzaz­ioni invece sono cinque, con il 1.0 TSI da 110 Cv il 2.0 TSI da 300 Cv ed il 2.0 TDI da 150 Cv, che si uniscono alle due provate. I prezzi vanno dai 27.350 euro della 1.0 TSI Life, ai 50.000 euro della cattivissi­ma R da 300 Cv. La 2.0 TDI da 115 Cv con cambio manuale parte dai 31.350 della variante Life.

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Volkswagen propone la T-roc in quattro allestimen­ti denominati Life, Style, R-line ed R. Le motorizzaz­ioni disponibil­i, diesel o benzina, invece sono cinque. Prezzi da 27.350 euro

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