Il Foglio Quotidiano

Gara per la cena di classe peggiore del mondo, per ora vince pizza cattiva in luogo sperduto

- Rosanna Romeo

Cara Annalena Benini, ci tengo a dirle che la mia cena di classe è stata simile alla sua ma forse anche peggiore, visto che all’una di notte stavo ancora aspettando il passaggio per tornare a casa con mio figlio. La location infatti era molto lontana da casa mia, e io non possiedo né automobile né marito autista, e così devo sempre dipendere dalla gentilezza altrui, sdebitando­mi come posso, quindi per alcuni anni ho fatto anche la rappresent­ante di classe e ho raccolto le quote e le rimostranz­e di tutti. Non le dico che cosa ho visto, ma è stato molto istruttivo sulle fissazioni dell’umanità. Cinquanta centesimi diventavan­o spesso motivo di sciabolate che sono durate per tutto il corso di studi, davanti alla scuola e altrove. Comunque, la mia cena di classe, cioè quella di mio figlio che non ci voleva nemmeno andare, è diventata la celebrazio­ne della bravura di alcune ragazzine della classe, e va bene, e poi della bravura di alcuni professori, e va bene, e poi di alcune madri particolar­mente dedite ai figli, e va bene, ma non sono mancate le ramanzine a chi non ha fatto abbastanza o a chi ha sbagliato qualcosa. Davanti a tutti gli altri astanti. Sinceramen­te, guardavo continuame­nte l’orologio e cercavo di far passare il tempo senza fare danni, senza dire cioè quello che penso. Penso che a giugno la scuola è finita e non ne voglio sapere più niente fino a settembre. La pizza, tra parentesi, era cattiva.

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