TUT­TO PRONTO PER PRENDERE IL LAR­GO?

La cro­cie­ra per­fet­ta ini­zia in ban­chi­na: gli esper­ti di Glo­beSai­lor vi sve­la­no al­cu­ni se­gre­ti per ren­de­re la vo­stra na­vi­ga­zio­ne un’espe­rien­za uni­ca

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Quan­to con­ta la cam­bu­sa. Per mol­ti un ve­ro pia­ce­re, un di­ver­ti­men­to che ri­chie­de or­ga­niz­za­zio­ne. Sen­za far­si prendere dall’an­sia “ri­schio de­nu­tri­zio­ne”, è be­ne im­bar­ca­re una scor­ta di pa­sta, ri­so, pol­pa di po­mo­do­ro a lun­ga con­ser­va­zio­ne, sca­to­la­me e ci­bi sec­chi. Du­ran­te la cro­cie­ra ac­qui­sta­te poi, tap­pa do­po tap­pa, i ci­bi fre­schi e le spe­cia­li­tà del luo­go. Il bar­be­cue che si fis­sa alla bat­ta­glio­la è un’idea ge­nia­le. La cro­cie­ra co­me eco-espe­rien­za. Per far sì che la barca sia una eco-espe­rien­za si­no in fon­do è be­ne uti­liz­za­re de­ter­gen­ti na­tu­ra­li e bio­de­gra­da­bi­li, ri­dur­re la pro­du­zio­ne di im­mon­di­zia evi­tan­do l’ac­qui­sto di ci­bi chiu­si in im­bal­lag­gi im­ba­raz­zan­ti e di bot­ti­glie di pla­sti­ca. Navigare di not­te. Par­ti­re al tra­mon­to è un’espe­rien­za uni­ca. La na­vi­ga­zio­ne not­tur­na è af­fa­sci­nan­te anche se non c’è vento: il ru­mo­re del mo­to­re è il sot­to­fon­do per le chiac­chie­re delle per­so­ne di tur­no. In co­per­ta sempre in due. E’ op­por­tu­no va­lu­ta­re be­ne le pro­prie ca­pa­ci­tà rispetto al­le con­di­zio­ni del ma­re: l’oscu­ri­tà ren­de ogni ge­sto mol­to più dif­fi­ci­le. Pro­cu­ra­te­vi una tor­cia po­ten­te e una luce al led sul­la fronte. Se si na­vi­ga a vela di not­te, la li­fe-li­ne de­ve es­se­re ar­ma­ta e le per­so­ne di tur­no de­vo­no es­se­re le­ga­te. Te­ne­te la me­teo sot­to con­trol­lo. Oggi esi­sto­no di­ver­si mo­di per ri­ce­ve­re o con­sul­ta­re pre­vi­sio­ni me­teo per te­le­fo­no o sul web op­pu­re an­co­ra via VHF (in Italia sul ca­na­le 68 tro­va­te il bol­let­ti­no Me­teo­mar). Di nor­ma i bol­let­ti­ni ven­go­no espo­sti in ogni por­to. Co­man­dan­te ed equi­pag­gio. Il co­man­dan­te de­ve da­re po­chi or­di­ni es­sen­zia­li e chia­ri. Non de­ve ur­la­re mai. So­prat­tut­to de­ve es­se­re in gra­do di spie­ga­re in an­ti­ci­po che co­sa ac­ca­drà. Te­ne­te tut­to in or­di­ne. Ogni co­sa de­ve es­se­re al suo po­sto, ser­ve per navigare in si­cu­rez­za, per tro­va­re subito ciò che oc­cor­re nel momento del bi­so­gno. Umi­di­tà co­me ti odio. Per evi­ta­re la sen­sa­zio­ne del “tut­to umi­do” evi­ta­te di por­ta­re il sa­le sot­to­co­per­ta, nel­le ore più cal­de del gior­no la­scia­te soc­chiu­si gli oste­rig­gi

in mo­do da con­sen­ti­re il co­stan­te ri­cam­bio di aria.

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