La Bce a Ita­lia Fran­cia: ri­pre­sa in vi­sta, fa­te più ri­for­me

Il Sole 24 Ore - - MERCATI GLOBALI - Ales­san­dro Mer­li

Il mes­sag­gio lan­cia­to a Wa­shing­ton dal presidente del­la Bce, Ma­rio Dra­ghi, è rim­bal­za­to ieri a Bru­xel­les, ve­ra se­de del con­fron­to sul ca­so Gre­cia. Il vi­ce di Dra­ghi, Vi­tor Con­stan­cio, ha ri­pe­tu­to che la Bce è con­vin­ta che la Gre­cia non usci­rà dall’eu­ro e pre­ci­sa­to che non c’è al­cu­na di­spo­si­zio­ne nei Trat­ta­ti eu­ro­pei per l’usci­ta for­ma­le di un Pae­se dall’unio­ne mo­ne­ta­ria. Con­stan­cio ha fat­to un’ag­giun­ta si­gni­fi­ca­ti­va: non è au­to­ma­ti­co per un Pae­se la­scia­re l’eu­ro nel ca­so di de­fault nei con­fron­ti di uno dei suoi cre­di­to­ri, uno sce­na­rio che mol­ti os­ser­va­to­ri co­min­cia­no a ri­te­ne­re pos­si­bi­le. Gre­cia che re­sta nell’eu­ro, ma so­spen­de tem­po­ra­nea­men­te e par­zial­men­te i pa­ga­men­ti dei pro­pri de­bi­ti.

È chia­ro tut­ta­via dal­le pa­ro­le di Dra­ghi e da quel­le di Con­stan­cio che la Bce la­vo­ra per evi­ta­re en­tram­be que­ste cir­co­stan­ze. Al tem­po stes­so, pe­rò, il nu­me­ro due dell’isti­tu­to di Fran­co­for­te ha sot­to­li­nea­to che la Bce non può pro­met­te­re che la Gre­cia ver­rà fi­nan­zia­ta in fu­tu­ro in qualsiasi si­tua­zio­ne o con­di­zio­ne, o per qualsiasi am­mon­ta­re. Un mo­do per ri­chia­ma­re an­co­ra una vol­ta il Governo di Ate­ne al­le pro­prie re­spon­sa­bi­li­tà.

Na­tu­ral­men­te al­la Bce de­vo­no pen­sa­re non solo a quel­lo che suc­ce­de­rà in Gre­cia, ma al­le con­se­guen­ze per il re­sto dell’eu­ro­zo­na. Pur af­fer­man­do che si trat­ta di spe­cu­la­zio­ni, Dra­ghi ave­va det­to che sa­rem­mo «in ac­que ine­splo­ra­te» se la cri­si gre­ca pre­ci­pi­tas­se. Non è un ca­so pe­rò che l’in­ter­ven­to di Con­stan­cio sia av­ve­nu­to al­la pre­sen­ta­zio­ne del rap­por­to annuale del­la ban­ca, che con­tie­ne una ro­bu­sta au­to­di­fe­sa dell’ac­qui­sto di ti­to­li pub­bli­ci, il co­sid­det­to Quan­ti­ta­ti­ve ea­sing (Qe), av­via­to il me­se scor­so (la scor­sa settimana la Bce ha com­pra­to ti­to­li per ol­tre 11 mi­liar­di di eu­ro). È pro­prio il Qe, come ha det­to Dra­ghi, lo stru­men­to prin­ci­pa­le per ar­gi­na­re un even­tua­le con­ta­gio al re­sto dell’eu­ro­zo­na, so­prat­tut­to i Pae­si con­si­de­ra­ti più vul­ne­ra­bi­li. Dra­ghi ave­va ci­ta­to an­che l’Omt, l’ac­qui­sto di ti­to­li dei Pae­si in dif­fi­col­tà, ma que­sto non è sta­to usa­to fi­no­ra e sem­bra co­mun­que me­no pra­ti­ca­bi­le, in quan­to de­ve pas­sa­re dall’ap­pro­va­zio­ne di un pro­gram­ma eco­no­mi­co.

È lo scu­do del Qe a fa­re i suoi ef­fet­ti sui mer­ca­ti, do­ve la for­za del­la do­man­da del­la Bce im­pe­di­sce la di­la­ta­zio­ne ec­ces­si­va de­gli spread. A Fran­co­for­te, pe­rò, san­no be­ne, al di là del­le di­chia­ra­zio­ni uf­fi­cia­li, che è il­lu­so­rio pen­sa­re che un tra­col­lo del­la Gre­cia passi sen­za col­pi­re gli al­tri Pae­si del­la pe­ri­fe­ria. «Gli ef­fet­ti sul re­sto d’Eu­ro­pa sa­reb­be­ro tem­po­ra­nei e mi­ni­mi», so­stie­ne il ca­po eco­no­mi­sta di Uni­cre­dit, Erik Niel­sen. «Un de­fault del­la Gre­cia po­treb­be ave­re im­pli­ca­zio­ni si­ste­mi­che. Il pe­ri­co­lo di dan­ni col­la­te­ra­li non è an­co­ra prez­za­to dai mer­ca­ti», af­fer­ma in­ve­ce Le­na Ko­mi­le­va di G+ Eco­no­mics.

La Bce si de­ve cau­te­la­re con­tro ogni even­tua­li­tà av­ver­sa. An­che nel rap­por­to annuale dif­fu­so ieri ri­cor­da, ai Pae­si che po­treb­be­ro tro­var­si in pri­ma linea, che il Qe non è una pa­na­cea e do­vrà es­se­re ac­com­pa­gna­to da uno sfor­zo dei Governi. In Por­to­gal­lo e in Ita­lia, ma an­che in Fran­cia, è ri­chie­sta un’azio­ne de­ci­sa sul­le ri­for­me strut­tu­ra­li. La Bce è de­ter­mi­na­ta a fa­re la sua par­te, ma an­che a non mol­la­re la pre­sa per­ché gli al­tri at­to­ri di que­sta vi­cen­da fac­cia­no la pro­pria.

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy

© PressReader. All rights reserved.