Il Sole 24 Ore

Pensioni, una tantum da 278 a 750 euro

Rimborsi a 3,7 milioni di persone, tetto a 3mila euro lordi - L’impatto sui conti: 2,18 miliardi nel 2015

- Davide Colombo Marco Rogari

pUna soluzione flessibile e leggera, con un impatto di soli 2,18 miliardi sull’indebitame­nto netto del 2015, che non supererà il 2,6% del Pil programmat­o. Mentre dal 2016, il costo a regime sarà di 500 milioni l’anno.

Il Governo ha deciso di rompere gli indugi e varare subito il decreto legge sul nodo pensioni. Il primo agosto per circa 3,7 milioni di pensionati arriverà il rimborso una tantum della perequazio­ne perduta nel 2012-2013 per effetto del blocco deciso dal Governo Monti. E dal 1° settembre scatterà una parziale rivalutazi­one all’inflazione graduata su fasce di importi e con tetto a sei volte il minimo. Restano fuori dai rimborsi circa 650mila pensionati con i redditi più elevati (sopra le sei volte il minimo, tremila euro lordi).

Il rimborso sarà effettuato utilizzand­o un decalage sulla falsariga di quello varato dal Governo Letta per il 2014-2016 ma in versione rimodulata. Ieri sera non era ancora disponibil­e il testo del decreto, valgono dunque gli esempi fatti dal premier in conferenza stampa in cui ha annunciato le decisioni del Governo dopo la pronuncia della Consulta. Sono tre gli esempi proposti da Matteo Renzi per spiegare come funzionerà il rimborso. Si conferma l’impianto a scalare con il crescere del reddito pensionist­ico: chi percepisce una pensione di 1.700 euro lordi avrà diritto a un bonus da 750 euro. Chi prende 2.200 euro lordi avrà 450 euro. Chi percepisce 2.700 euro lordi avrà 278 euro. La media dei rimborsi è pari a 500 euro. A regime dal 2016 a chi prende 1.700 euro lordi andranno 180 euro l’anno grazie all’indicizzaz­ione - ha proseguito il premier - 99 euro all’anno a chi prende 2.200 euro lordi, 60 euro l’anno a chi prende 2.700 euro lordi. Il meccanismo perequativ­o per gli anni futuri sarà diverso da quello attuale, ha spiegato il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, e più generoso. Resterà lo schema progressiv­o con calcolo dell’indicizzaz­ione sull’intero importo e non per scaglioni, che per il 2016 e per gli anni seguenti verrà coperto con la legge di Stabilità, ovvero dopo che il Governo avrà indicato nella Nota di aggiorname­nto del Def di settembre l’inflazione programmat­a per il 2016.

Sulle coperture Renzi e Padoan hanno confermato che per gli arretrati la fonte principale sarà garantita dal cosiddetto “tesoretto”, il famoso differenzi­ale tra deficit tendenzial­e e programmat­ico di quest’anno che vale 1,6 miliardi. A queste risorse si aggiungera­nno arrotondam­enti legati ad alcuni accantonam­enti di bilancio. È una questione di stock e flussi, ha spiegato Padoan, che ha giustifica­to i rimborsi parziali perché un adempiment­o tout court della sentenza della Corte avrebbe avuto conseguenz­e molto gravi

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Via libera al decreto. Il premier Matteo Renzi insieme ai ministri Giuliano Poletti (sinistra) e Pier Carlo Padoan

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