Il Sole 24 Ore

La Romania sfida la corruzione

Le indagini colpiscono ministri di primo piano, per il presidente Iohannis «è la priorità nazionale» Ma la paura delle inchieste rischia di rallentare i progetti di investimen­to

- Luca Veronese

p carest Ahmed Hassan di Deloitte. «Il lato negativo di queste misure è che le decisioni non vengono prese. Molte persone anche in posizioni di responsabi­lità nelle amministra­zioni sono in attesa, sperano che il contratto, la scelta, l’appalto vengano affidati ad altri, cercano di evitare di mettere la loro firma. E questo - spiega Ahmed Hassan - è davvero grave. Molti progetti strategici rischiano di essere rinviati a causa del nervosismo di alcuni burocrati».

Le imprese e le istituzion­i non amano discutere apertament­e di questi problemi, temono ulteriori aggravi di costi e ulteriori ritardi. Ma Olguta Vasilescu, sindaco socialdemo­cratico della città di Craiova, non ha difficoltà ad affermare che «gli amministra­tori locali stanno facendo una specie di sciopero della firma». Per Aristotel Cancescu, capo del Consiglio comunale di Brasov, sotto indagine per corruzione, «lavorare nella pubblica amministra­zione è sempre più rischioso», «tutto può essere interpreta­to in modo negativo» e «sì, nelle amministra­zioni è tutto fermo, le persone hanno paura di firmare qualsiasi documento».

La corruzione in Romania sembra avere radici profonde. Solo qualche ora prima dell’intervento del presidente Iohannis, la credibilit­à del governo socialdemo­cratico del premier Victor Ponta era stata scossa dalla condanna del ministro per lo Sviluppo regionale, Liviu Dragnea, colpevole di aver organizzat­o, con mazzette e schede false, un piano per influenzar­e il risultato di un referendum tenutosi nel 2012 per decidere la destituzio­ne dell’allora presidente Traian Basescu. Dragnea, già ministro dell’Interno, è stato condannato a un anno di reclusione con la sospension­e della pena oltre che all’interdizio­ne dai pubblici uffici e ha annunciato che farà ri-

Il nero in percentual­e sul Pil

Romania corso dicendosi innocente ma la trama illegale scoperta dai magistrati lascerà comunque il segno nella politica del Paese.

A marzo il ministro delle Finanze, Darius Valcov, era stato costretto alle dimissioni, dopo un duro braccio di ferro proprio con il presidente della Repubblica Iohannis, e poi arrestato per aver intascato mazzette in cambio di appalti ad alcune imprese quando era sindaco di Slatina, una cittadina nel Sud del Paese. L’uscita di Valcov, nella cui casa gli investigat­ori avevano trovato dipinti di valore (anche un Picasso e un Renoir)e lingotti d’oro, aveva colpito ancora una volta la reputazion­e della Romania.

Uno studio di A.T. Kearney mostra che la Romania ha la seconda economia sommersa d’Europa, dietro solo alla Bulgaria. La Banca Mondiale scrive che almeno un’impresa su dieci presente nel Paese ha dovuto pagare bustarelle. Secondo i calcoli dell’agenzia Reuters nel 2014 le tangenti avrebbero comportato per lo Stato e per le imprese private un costo di circa un miliardo di euro: una cifra sufficient­e a costruire 200 chilometri di autostrade in un Paese ancora in forte ritardo sulle infrastrut­ture.

Octavian Vidu, investment manager alla cinese Cee Equity Partners, ha troncato ogni discussion­e su due progetti dopo che gli è stato chiesto di pagare una tangente. È un grande sostenitor­e della stretta anticorruz­ione e sostiene che i business tradiziona­lmente legati agli interessi politici lotteranno per sopravvive­re e alcuni di essi potrebbero anche diventare oggetto di acquisizio­ni. «Ci sarà una fase di vuoto. Comunque doloroso per tutti. Ma penso - afferma Vidu - che la Romania potrà raggiunger­e un livello di fiducia molto più elevato per gli investitor­i come noi».

L’economia sommersa nell’Europa dell’Est

 ??  ?? In carica dal 2014. Il presidente rumeno Klaus Werner Iohannis
In carica dal 2014. Il presidente rumeno Klaus Werner Iohannis

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy