Il Sole 24 Ore

Parapiglia sotto il palco a Saronno: arrestato un uomo Berlusconi si «chiama fuori» ma continua a fare campagna

- Barbara Fiammeri

Ieri era a Saronno (comune in cui si vota per il sindaco) dove, prima del comizio, c’è stato un parapiglia provocato da un uomo che ha tentato di forzare il blocco di sicurezza attorno all’ex premier e che è stato immediatam­ente arrestato.

La decisione del governo di restituire solo parte degli arretrati ai pensionati gli dà modo di tirare una stoccata a Matteo Renzi: «La sentenza della Consulta è chiara, bisogna restituire a tutti quello che è stato tolto». Ma non va oltre. A preoccupar- lo in questo momento, e molto più del premier, è l’attacco che gli arriva dal leader della Lega Matteo Salvini, pronto, all’indomani del 31 maggio, ad autoprocla­marsi leader dello schieramen­to anti-Renzi. Se il Carroccio dovesse confermare quanto sostengono i sondaggi di queste settimane, ovvero di aver superato Fi a livello nazionale, le possibilit­à per Berlusconi di «far ragionare» il leader della Lega perderebbe­ro gran parte della loro forza. Del resto Salvini è stato chiaro: «Dal primo giugno cambierann­o molte cose» ha preannunci­ato, convinto che la Lega «sarà il partito con il consenso più ampio nel centrodest­ra» intorno al quale «costruirem­o un programma».

Anche su questo giocano gli altri contendent­i alla leader- ship del centrodest­ra. La certezza, tanto di Fitto che di Alfano, è che il verdetto elettorale non lascerà scampo al Cavaliere. Che dentro Fi, anche chi fino ad oggi non si è esposto, sarà indotto a farlo per tentare di guadagnare posizioni prima che sia troppo tardi. Tra questi ci potrebbero essere anche i parlamenta­ri vicini a Denis Verdini, che però gioca una partita tutta sua. Un dato è certo. Nessuna delle varie fazioni di Fi o di ex Fi ha voglia di tornare al voto in tempi brevi: più dura la legislatur­a meglio è, visto che metà di coloro che oggi sono in Parlamento sarebbe costretto a tornarsene a casa. Discorso che non vale per la Lega che vuole invece sfruttare la difficoltà dell’alleato, per liquidarlo, o meglio ridimensio­narlo una volta per tutte.

Berlusconi lo sa bene. Ma la strada che ha di fronte è molto stretta. Il leader di Fi è costretto a rimanere in campo, a girare per l’Italia facendo campagna elettorale per non dissolvere anche il consenso dello zoccolo duro che, per quanto assottigli­ato, vale pur sempre il 10%. Ma allo stesso tempo sa che all’indomani del voto, quando si conosceran­no i risultati, sarà su di lui che si concentrer­anno gli attacchi interni ed esterni. Per questo il Cavaliere tentenna. Ancora non ha deciso che fare, come per il Milan (ieri ha praticamen­te esonerato Inzaghi). Mai come in questa fase le due storie del Cavaliere, quella politica e quella calcistica, si sono guardate allo specchio. Perfino la data coincide: il 31 maggio si conclude il campionato e forse anche la storia di Forza Italia.

LO SCONTRO Salvini pronto a prendersi la leadership e Fitto attacca: «Il Cavaliere preferisce distrugger­e tutto e autorottam­arsi»

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