Il Sole 24 Ore

Fs, sì alla scissione di Grandi Stazioni

Saranno venduti gli asset retail: non solo la gestione degli spazi commercial­i ma anche le concession­i Il cda si riserva ulteriori approfondi­menti ma parte l’iter per la valorizzaz­ione

- Celestina Dominelli

pÈ un primo, fondamenta­le, via libera alla valorizzaz­ione di Grandi Stazioni, che il governo ha inserito all’interno dell’ultimo Documento di economia e finanza (Def) nel capitolo dedicato alle dismission­i indirette. Così ieri, come anticipato dal Sole 24 Ore (si veda l’edizione del 16 maggio), il cda di Ferrovie - che controlla il 60% della società guidata da Paolo Gallo, mentre il restante 40% fa capo a Eurostazio­ni (con Pirelli, Caltagiron­e e Benetton che detengono il 32,7% a testa e i francesi di Sncf all’1,87 per cento) - ha approvato in linea di principio il progetto di scissione non proporzion­ale della partecipat­a e si è riservato alcuni approfondi­menti per il 28 maggio quando il board tornerà a riunirsi. In verità, la riunione, che avrebbe dovuto esaminare il dossier, era prevista originaria­mente per quella data, ma è stata poi anticipata per via di alcuni impegni dei consiglier­i del gruppo. E, forse già entro la fine della prossima settimana, cioè a ridosso del board di Fs, potrebbe riunirsi anche il cda di Eurostazio­ni che è chiamato a sua volta ad accordare il proprio disco verde all’operazione.

Lo schema alla base della valorizzaz­ione della società che si occupa della riqualific­azione, gestione e valorizzaz­ione delle quattordic­i principali stazioni ferroviari­e italiane (più due nella Repubblica Ceca), è noto. A valle del percorso, dovrebbero nascere tre realtà distinte (Gs Rail, Gs Real Estate e Gs Retail) che avranno in pancia, rispettiva­mente, gli asset infrastrut­turali, immobiliar­i e soprattutt­o le attività commercial­i e che, in virtù di una serie di concambi - già definiti per grandi linee - vedranno Ferrovie arrivare a detenere il 100% di Gs Rail e ridurre, in virtù di questa “correzione al rialzo”, la propria quota in Gs Retail, dove, per contro, saliranno i privati dopo aver ceduto terreno nel veicolo che acquisirà la parte infrastrut­turale. A essere alienato, come detto, sarà il retail che avrà al suo interno non solo la gestione degli spazi commercial­i, ma anche le ricche concession­i (tutte in scadenza nel 2040), che hanno acceso l’interessed­ivarisogge­ttialdilàd­eiconfini.

Secondo la tabella di marcia tratteggia­ta dai vertici e dagli advisor - al lavoro sul dossier ci sono Rothschild e McKinsey che stanno curando gli aspetti finanziari e industrial­i, mentre sul fronte legale Fs ha arruolato Gianni Origoni Crippo Cappelli & Partners ed Eurostazio­ni si è affidata a Legance Avvocati Associati - dopo i cda dei due azionisti, dovrebbe partire l'iter di Gs che dovrà convocare, a sua volta, un board e, soprattutt­o un’assemblea straordina­ria, per chiudere il cerchio attorno all’operazione. Se tutto filerà liscio, l’obiettivo è far in modo che l’assise dei soci di Grandi Stazioni si riunisca prima della fine di giugno. Poi scatterà il percorso che porterà alla vendita del retail: entro l’estate dovrebbe infatti essere lanciato il bando internazio­nale per raccoglier­e le manifestaz­ioni d’interesse e giungere poi, dopo le tappe di rito, all’indivi-

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