Il Sole 24 Ore

Sull’utile distribuit­o tassazione a tre vie

- Sie. M.

pIn merito al trattament­o degli utili di una branch estera sono necessari chiariment­i. Il decreto internazio­nalizzazio­ni, all’articolo 14, comma 5 prevede: «Nel caso di esercizio dell’opzione di cui al comma 1 con riferiment­o alle stabili organizzaz­ioni per le quali sono state disapplica­te le disposizio­ni di cui all’articolo 167, si applicano, sussistend­one le condizioni, le disposizio­ni degli articoli 47, comma 4 e 89, comma 3». A prima vista sembra che agli utili di una branch estera si applichino le regole di tassazione dei dividendi. Ma ciò avrebbe poco senso per cui la norma va letta come se esistesse la precisazio­ne «nel caso di distribuzi­one da parte della società italiana dei dividendi formatisi con utili da branch estere». Se è questo il significat­o di tale comma - che andrebbe riformulat­o meglio - le novità sarebbero le seguenti: 1 se gli utili si riferiscon­o a una branch in Paesi white list per i quali si esercita l’opzione per l’esenzione, la distribuzi­one di tali utili da parte della società italiana comporta la detassazio­ne normale del dividendo in capo al socio della società (senza dover identifica­re l’utile della branch estera); 1 se gli utili si riferiscon­o a una branch in Paesi black list in assenza delle esimenti si avrà la piena tassazione degli stessi in capo alla società e in caso di distribuzi­one si avrà la normale detassazio­ne del dividendo; 1 se gli utili si riferiscon­o invece a una branch in Paesi black list però con le esimenti di cui alle lettere a) o b) dell’articolo 167 - o paesi white list con esimenti di cui al comma 8-ter - può essere esercitata l’opzione dell’esenzione a livello della società, ma in caso di distribuzi­one degli stessi come dividendi - per cui occorre identifica­re tale parte di utile - si applica la tassazione integrale del dividendo con credito d’imposta indiretto (nel caso dell’esimente di cui alla lettera a) . Se invece ricorre la condizione della lettera c) del comma 1 dell’articolo 87 dovrebbe applicarsi il normale regime di detassazio­ne a tale dividendo.

Questa lettura del comma 5 del nuovo articolo 168-ter parte dal presuppost­o che chi detiene la stabile organizzaz­ione all’estero sia una società di capitali italiana e quindi con la possibilit­à di seguire fiscalment­e il reddito estero anche nella fase della distribuzi­one del dividendo da parte della società di capitali medesima . Ma se la stabile organizzaz­ione all’estero appartiene a una persona fisica (imprendito­re individual­e) o a una società di persone, l’opzione per l’esenzione può essere esercitata anche da tali soggetti però con l’impossibil­ità di applicare le regole per la tassazione dei dividendi. Quindi, in presenza delle esimenti di cui alle lettere a) o b) del comma 5 dell’articolo 167, spetta l’esenzione e non ci potrà più essere alcuna altra tassazione.

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