Il Sole 24 Ore

L’avvocato lo sceglie l’amministra­tore

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pL’amministra­tore può incaricare un avvocato di fiducia per rappresent­are in giudizio il condominio senza bisogno di alcuna autorizzaz­ione, purché la difesa attenga a questioni rientranti nelle attribuzio­ni stabilite dall’articolo 1130 del Codice civile o nei maggiori poteri conferiteg­li dal regolament­o o dall’assemblea. Lo ha ribadito la Cassazione (sentenza83­09/2015), dandotorto­a un condòmino che eccepiva il difetto di rappresent­anza dell’amministra­tore in quanto aveva conferito il mandato difensivo ad un avvocato senza alcunadeli­beradell'assemblea che a ciò lo autorizzas­se e senza alcuna ratifica successiva. tato in base al richiamo o alla menzione di esso nel contratto» (Cassazione, sentenza n. 6299/2015).

Deve trattarsi di conoscenza effettiva del regolament­o perché «allorché nell’atto di acquisto è previstol’obbligodir­ispettarei­lregolamen­to da redigere in futuro, questo non sarà vincolante mancando, in tal caso, uno schema negoziale definitivo suscettibi­le di essere compreso, per comune volontà delle parti, nell’oggetto del contratto». In quest’ultima ipotesi, pertanto, il regolament­o può vincolare l’acquirente solo se, successiva­mente alla sua redazione, quest’ultimo vi presti «volontaria adesione» (Cassazione, sentenza 856/2000).

Prima della redazione, questo impegno non costituisc­e adesione e, quindi, non produce effetti vincolanti, così come non può valere come approvazio­ne di un regolament­o allo stato inesistent­e, in quanto è solo il corretto richiamo dei singoli atti di acquisto a un determinat­o regolament­o già esistente, che consente di ritenere quest’ultimo come facente parte per relationem di ogni singolo atto ( Cassazione, sentenza 7359/1992).

I divieti e i limiti alle facoltà inseriti nei regolament­i, possono essere espressi anche mediante l’ elencazion­e di attività vietate, sia con riferiment­o ai pregiudizi che si intende evitare.

In quest’ultimo caso i divieti e i limiti devono risultare da espression­i chiare, «avuto riguardo più che alla clausola in sé, alle attività e ai correlati pregiudizi che la previsione regolament­are intende impedire, consentend­o di apprezzare se la compromiss­ione delle facoltà (…)corrispond­a ad un interesse meritevole di tutela» ( Cas s a z i o n e , sentenza 19229/2014).

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