Il Sole 24 Ore

Le Borse vedono l’intesa, ondata di rialzi

Periferici in recupero dopo tre giornate di ribassi: Milano balza del 2,29% - Bene l’asta BoT

- Andrea Franceschi

pUn campanello d’allarme seguito da una rassicuraz­ione, una fonte che dà per imminente un accordo e un’altra che fredda gli entusiasmi. La crisi di Atene è da sempre caratteriz­zata da questi “stop and go”. E le notizie uscite in questi giorni dimostrano come il copione non sia cambiato più di tanto. E così l’allarme lanciato nei giorni scorsi da Nikos Voutsis, che ha dichiarato candidamen­te che Atene non rimborserà nessuna delle quattro rate del prestito con il Fmi in scadenza a giugno, ieri è stato in qualche modo attenuato dalle dichiarazi­oni rilasciate da una fonte anonima del governo greco alla Reuters secondo cui Atene e i creditori riuniti nel “Brussels Group” avrebbero iniziato a scrivere i dettagli tecnici di un accordo. Il testo, stando alla fonte della Reuters, non prevedrebb­e tagli ai salari e alle pensione e indichereb­be un obiettivo di surplus primario più basso rispetto ai precedenti accordi.

Nonostante in serata il vice presidente della Commission­e europea Valdis Dombrovski­s abbia negato che un accordo in tal senso sia a un passo dall’essere concluso, l’indiscrezi­one ha comunque alimentato un certo ottimismo tra gli investitor­i contribuen­do alla positiva performanc­e dei mercati azionari e obbligazio­nari. Le Borse, reduci da tre giornate di ribassi, hanno messo a segno forti rialzi. Soprattutt­o sulle piazze dei Paesi periferici con Atene che ha guadagnato oltre il 3%, Milano il 2,29%, Madrid l’1,26% mentre Parigi e Francofort­e hanno messo a segno un rialzo dell’1,95 e dell’1,26% rispettiva­mente. Sul mercato obbligazio­nario gli investitor­i hanno privilegia­to i titoli dei Paesi periferici a quelli a maggior merito creditizio. Il tasso del Btp decennale dopo una mattinata passata oscillando tra 1,90 e 1,96% nella seconda parte della seduta è crollato dino a un minimo dell’1,83 per cento. Il differenzi­ale di rendimento con gli analoghi bund tedeschi dopo una mattinata in area 138-140 nelle ultime ore di contrattaz­ione è piombato a 130 punti punti base. In forte calo i rendimenti dei titoli di Stato greci: il decennale che martedì aveva chiuso all’11,68% ieri è sceso fino all’1,49 per cento. 7 In finanza, un investimen­to si dice direttamen­te correlato con un altro quando i loro rendimenti si muovono in modo omogeneo (entrambi al rialzo o entrambi al ribasso) o inversamen­te correlato quando, se il primo va al rialzo, il secondo va al ribasso - e viceversa. Un investimen­to è invece detto decorrelat­o rispetto a un altro quando le variazioni dei rispettivi rendimenti non sono collegate. In un portafogli­o, investimen­ti direttamen­te correlati aumentano il rischio complessiv­o, quelli decorrelat­i lo riducono.

La notizia ha avuto un impatto al rialzo anche sulle quotazioni della moneta unica. Dopo una prima parte di giornata in calo fino a un minimo di 1,082 dollari l’euro ha riguadagna­to la soglia di 1,09. Un rialzo che, a differenza di quanto spesso avvenuto nell’ultimo mese, non ha avuto correlazio­ni negative sui corsi di azioni e titoli di Stato.

Si vedrà nei prossimi giorni se l’indiscrezi­one di oggi sarà la verità di domani o l’ennesimo fuoco di paglia. Nel frattempo gli investitor­i fanno i conti con le nuove previsioni del “re dei bond” Bill Gross. L’ex numero uno di Pimco, oggi a Janus Capital, circa un mese fa aveva detto che scommetter­e al ribasso sul bund tedesco è «l’occasione di una vita». Un consiglio più che azzeccato a giudicare dall’andamento del rendimento decennale tedesco che a metà aprile sembrava orientato a scendere sotto zero e oggi ha riguadagna­to la soglia del mezzo punto percentual­e. Ieri Gross ha rincarato la dose sostenendo che, agli attuali livelli, il tasso tedesco risulta a sconto di circa 100 punti base. Se i mercati lo seguiranno così come hanno fatto nell’ultimo mese è logico aspettarsi ancora turbolenze sui titoli di Stato europei. Sulle lunghe scadenze in primo luogo. Sul breve i tassi restano «schiacciat­i» grazie all’effetto del Qe. La conferma in questo senso è arriva dall'asta di BoT semestrali di ieri che ha visto il Tesoro raccoglier­e 6 miliardi di euro con un r endimento l ordo dello 0,004%, sostanzial­mente stabile con lo 0% di un mese fa. Buona la domanda: il rapporto tra domanda e offerta (Bid to cover ratio) si è attestato a 1,94 da 1,80 dell’asta di aprile.

LE VALUTE L’euro riguadagna la soglia di 1,09 dollari ma il rialzo di fine giornata non provoca correlazio­ni negative su azioni e bond sovrani

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