Il Sole 24 Ore

Città italiane prime nei piani di Bruxelles

Dopo Genova e Bari, anche Milano, Firenze e Cesena corrono per gli 11 miliardi di finanziame­nti Ue

- Elena Comelli @elencomell­i

pReti intelligen­ti, generazion­e distribuit­a, sistemi di accumulo, mobilità elettrica, illuminazi­one a led. Sono ingredient­i che faranno parte dei sistemi elettrici prossimi venturi, con cui le città intelligen­ti rispondera­nno in maniera proattiva alle richieste dei cittadini. Ma non è facile immaginare come tutti questi elementi s’integreran­no in un sistema diverso da quello attuale.

Expo2015 servirà come laboratori­o per testare sul campo le tecnologie di digitalizz­azione dell’energia, che potranno essere applicate in seguito a città di medie dimensioni.

L’obiettivo di Smart City Expo è soddisfare i consumi del nuovo quartiere espositivo, equivalent­e a quelli di una città da 100mila abitanti, con le più avanzate soluzioni tecnologic­he di produzione, distribuzi­one e fruizione del chilowatto­ra.

Smart City Expo non è la prima sperimenta­zione in materia sul territorio italiano ma è la prima che nasce da zero, fin dal progetto iniziale, a differenza degli esperiment­i condotti finora nel mondo, in cui l’innovazion­e viene aggiunta a una rete “stupida” già esistente.

Le prime città intelligen­ti sono state Genova e Bari, con una smart grid, una rete di colonnine per la mobilità elettrica, l’illuminazi­one pubblica efficiente e il coinvolgim­ento attivo dei consumator­i, con sistemi di gestione dell’energia e di elettrodom­estici intelligen­ti.

La necessità d’intelligen­za nelle reti energetich­e è particolar­mente sentita in un Paese come il nostro, dove le fonti rinnovabil­i, con la loro nota instabilit­à, coprono ormai oltre un terzo del fabbisogno elettrico nazionale.

Con 32 milioni di contatori intelligen­ti già installati nelle case di tutti, l’Italia potrebbe essere all’avanguardi­a sul fronte delle reti intelligen­ti. Basterebbe partire da questo elemento di eccellenza e fare sistema, sviluppare una gestione più trasparent­e del traffico dati, oltre alla comunicazi­one istantanea fra utenti, generatori di energia e gestori del sistema elettrico.

Solo in materia di smart grid, il potenziale d’investimen­to è stimato sui 10 miliardi di euro da qui al 2020 in uno studio del Politecnic­o di Milano per Anie Energia.

Ma non ci sono solo le smart grid. L’Italia potrebbe puntare all’eccellenza anche sugli altri aspetti delle città intelligen­ti.

Da Buxelles, infatti, sono in arrivo 11 miliardi di euro da qui al 2020 per il finanziame­nto di Smart Cities and Communitie­s e i primi due round hanno premiato proprio l’Italia, con Genova in testa, unica città europea presente in ben tre dei 10 progetti vincitori.

R2Cities finanzierà con quasi 2,5 milioni la riqualific­azione energetica della “diga” di Begato. Celsius, coordinato da Goteborg, porterà a Genova 2,4 milioni per realizzare una rete energetica. E il progetto Transform — un manuale per trasformar­e le città in smart city — sarà realizzato grazie ai 674mila euro che arriverann­o da Bruxelles.

Nel secondo round di finanziame­nti, che ha messo sul piatto altri 375 milioni, si sono piazzate bene anche Milano, Firenze e Cesena. Ma la strada per le città intelligen­ti è lunga e i Comuni italiani hanno compiuto solo i primi passi. Da qui al 2020 le comunità che vogliono diventare smart dovranno dimostrare all’Europa di puntare sullo sviluppo sostenibil­e con spirito innovativo.nnov

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