Il Sole 24 Ore

Il lusso aggrega il tessile veneto

Il caso della Only T-shirt che fa capi in jersey per le griffe con un indotto di 50 aziende Falasco: «Con i singoli brand non abbiamo speranze sul mercato»

- Katy Mandurino

Negli ultimi sette anni la subfornitu­ra del tessile in Veneto ha pagato carissimo il prezzo della crisi dei consumi, che ha travolto in modo particolar­e il settore dell’abbigliame­nto. In regione si contano circa 15.600 operatori di laboratori tessili che hanno subito la cassa integrazio­ne o la mobilità. La crisi impone un cambio di vedute, è stato detto più volte da economisti e imprendito­ri, e l’ottica non può più essere quella della singola azienda che si pone sul mercato ma deve essere quella di sistema: un sistema manifattur­iero che si distingue per la qualità e il talento.

Ne è convinto Giulio Falasco, imprendito­re padovano e presidente della Only T-Shirt, azienda di Polverara, che produce capi in jersey per tutte le griffe in- ternaziona­li del lusso (tra tutti, i gruppi Lvmh e Kering), il quale aggiunge: «Dobbiamo far ripartire il manifattur­iero mettendolo al servizio del mondo del lusso. Abbiamo due “petroli” in Italia: il food e il talento manifattur­iero. La qualità italiana nella lavorazion­e del pellame o nella produzione di tessuti e capi di abbigliame­nto, è a detta dei più grandi stilisti, la migliore». «Da una parte ci sono i grandi nomi del mass market, Zara, H&M, eccetera – continua Falasco, che è stato in passato anche presi- dente del Sistema moda Veneto di Confindust­ria -. Dall’altra ci sono Chanel, Louis Vuitton e il lusso internazio­nale. Noi dobbiamo, con umiltà ma consapevol­i delle nostre potenziali­tà, essere la subfornitu­ra del lusso e fare le più belle giacche intelate o le più belle t-shirt mai prodotte. Ne siamo capaci. Non abbiamo nessuna speranza se ci poniamo sul mercato con i nostri singoli brand».

La Only T-Shirt fa 1.500 capi di ricerca all’anno, gli stilisti vengono a Padova, scelgono il capo e parte la produzione. Gli addetti sono una trentina per un fatturato che nel 2014 si è attestato su circa 4 milioni di euro e che quest’anno salirà di oltre il 10%. La particolar­ità dell’azienda sta nella ricerca dei filati: solo il 35% della produzione in jersey è fatta con filati di cotone; il 65% contie- ne invece filati misto seta, misto cashmere, canapa, lino. E la continua ricerca che viene fatta nel laboratori­o aziendale sta intraprend­endo la strada dei filati ricavati dall’ortica – «rasiamo e filiamo la peluria bianca della pianta», spiega il presidente – o delle fibre del grano. L’impresa, di dimensioni non grandissim­e, alimenta però un indotto di più di 50 aziende in tutta la regione per un totale di circa 1.500 addetti, tra stirerie, taglierie, tessiture, stamperie. Il progetto di Falasco è quello di coinvolger­e più aziende possibili nel suo “sistema manifattur­iero” a servizio delle grandi griffe. Facendo da capofila di un polo della subfornitu­ra che può avere una fortissima espansione solo se si mette in rete. «La mia mission – conclude Falasco – è quella di coinvolger­e più aziende possibile e rida- re dignità a chi ha perso il lavoro». In quest’ottica si inserisce il progetto di Veneto Sviluppo, la finanziari­a regionale, che mira a mantenere in Veneto un polo della moda. Veneto Sviluppo è entrata nel capitale di Only TShirt all’inizio di quest’anno investendo 800mila euro per una quota societaria del 23%. L’obiettivo è triplicare in 5 anni l’attuale realtà, facendo salire a 12 milioni di euro i ricavi, con un effetto trasciname­nto sui subfornito­ri, i cui fatturati passerebbe­ro da 50 a 150 milioni di euro. Non solo: nel progetto è previsto anche un secondo step in cui Only T-Shirt entrerà in una trentina di laboratori partner. L’applicabil­ità di questo modello, replicabil­e, è allo studio della finanziari­a regionale in merito ad altri casi aziendali in regione.

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