Il Sole 24 Ore

Quanta fretta, Mr Cameron

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La regina ha scritto la parola fine ad ogni residua querelle: la Gran Bretagna si esprimerà certamente sull’adesione all’Unione europea. Da ieri è nell’elenco delle leggi da varare e David Cameron mostra di avere molta fretta. L’iter accelerato prescelto per approvare la norma istitutiva della consultazi­one popolare consentirà ai britannici di andare alle urne nel 2016 - un anno prima del previsto - se il governo di Londra lo vorrà. A scandire il calendario saranno, tuttavia, i governi degli altri Paesi Ue che il premier britannico vedrà – cominciand­o oggi – nel volgere di qualche settimana. Se ci sarà disponibil­ità a scovare un artificio giuridico capace di permettere a Londra gli opt out che chiede, il negoziato potrebbe essere sorprenden­temente rapido. Se, al contrario, Londra dovesse insistere per riaprire i Trattati o se le richieste britannich­e risultasse­ro troppo “profonde” per poterle accomodare nei testi esistenti, la partita anglo-europea rischiereb­be tempi supplement­ari. E David Cameron di ritrovarsi con un pugno di mosche in mano. Troppo poco per convincere un Paese intero a votare “sì” a Bruxelles.

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