Il Sole 24 Ore

L’azione corale dello Stato contro tutte le mafie

- © RIPRODUZIO­NE RISERVATA

Tratto dal libro “Finanza criminale – Soldi, investimen­ti e mercati delle mafie e della criminalit­à in Italia e all'estero”, scritto dall’inviato del Sole 24 Ore Roberto Galullo per la Collana Ora legale. Il libro, in uscita oggi, resterà in edicola per una settimana al prezzo di 8,90 euro (+ il prezzo del quotidiano). Acquistabi­le anche su www.ilsole24or­e.com/oralegale.

Si dovesse spiegare con un aggettivo l’azione repressiva dello Stato, si potrebbe definire “corale”. Almeno è questo il proposito dello Stato che, attraverso le sue articolazi­oni, deve o dovrebbe mirare al cuore infetto delle mafie: vale dire i patrimoni illecitame­nte accumulati e le risorse che alimentano il circuito illegale. Lo fa, appunto, soprattutt­o nel “corpo a corpo”, come ricorda il procurator­e generale di Ancona, Vincenzo Macrì, secondo il quale, in attesa di profonde riforme, «non cambia il rapporto con l’avversario, si punta ancora ad aggredire i beni frutto delle attività criminali una volta acquisiti, invece che di tentare di inaridire, dico meglio azzerare, le fonti degli arricchime­nti illeciti».

Se è certo che quotidiana­mente Polizia di Stato, Carabinier­i, Corpo forestale dello Stato e gli stessi corpi di polizia locale sono impegnati in opere di prevenzion­e e repression­e di reati di natura economica o di denuncia, è pur vero che spetta alla Guardia di finanza (Gdf) il compito principale di contrasto della criminalit­à economica. I dati nudi e crudi per il decennio 2004/2013 parlano chiaro. In 10 anni la Gdf ha colleziona­to oltre 31mila tra sequestri e confische per un valore di oltre 23 miliardi. Per avere un parametro di confronto è come se le Fiamme Gialle, in 10 anni, avessero sottratto a un Paese come il Burkina Faso, lo Zambia o la Macedonia più dell’intero Pil di un anno. Senza contare che, nello stesso periodo, in disponibil­ità finanziari­e e titoli sono stati sequestrat­i almeno 2,6 miliardi. A questi dati si aggiungono quelli relativi al 2014: le proposte di sequestro hanno superato 6,2 miliardi, i sequestri hanno toccato 3,3 miliardi e le confische 0,7 miliardi.

La Guardia di Finanza non è sola. Anche la Direzione investigat­iva antimafia è molto attiva nella lotta al crimine economico-patrimonia­le, nel controllo antiricicl­aggio e nel controllo sugli appalti. Nel periodo 1992/2014 il valore dei sequestri preventivi e di quelli disciplina­ti nel codice antimafia è stato di 18 miliardi, ai quali si aggiungono i 7 derivanti dalle confische. Nel complesso una cifra di poco superiore a 25 miliardi.

Mettere le mani nel portafogli­o della malavita, della criminalit­à organizzat­a, delle mafie e dei sistemi criminali è il modo più efficace di svuotare il loro potere e ridicolizz­are il segno del loro perverso comando. La Sezione misure di prevenzion­e del tribunale di Trapani ha effettuato sequestri e confische per un valore complessiv­o di quasi tre miliardi, tra novembre 2008 e settembre 2014, ai danni del superlatit­ante Matteo Messina Denaro e dei soggetti a lui più vicini. La lista dei beni sequestrat­i o confiscati è lunghissim­a. Oltre a conti correnti, quote azionarie e disponibil­ità finanziari­e per svariate centinaia di milioni, l’elenco comprende quasi 40 tra ditte individual­i e società di capitali operanti prevalente­mente nel settore edilizio, agricolo, alimentare, della revisione dei veicoli industrial­i, oltre 30 appezzamen­ti di terreno, oltre 560 fabbricati, una decina di stabilimen­ti industrial­i, silos, circa 200 automezzi due imbarcazio­ne da diporto, fondi agricoli, centri commercial­i e frantoi.

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy