Il Sole 24 Ore

La fame nel mondo si è ridotta di un quinto nel giro di 25 anni

L’arrivo del Niño rischia di rilanciare i prezzi agricoli

- Sissi Bellomo @SissiBello­mo

Obiettivi quasi centrati nella battaglia contro la fame nel mondo. Al traguardo del 2015 la percentual­e di persone denutrite non è proprio dimezzato - come si proponevan­o i Millennium Developmen­t Goals (Mdg)- macisiè andati molto vicini: in un quarto di secolo si è scesi dal 18,6 al 10,9% a livello mondiale e dal 23,3 al 12,9% nei Paesi in via di sviluppo. A soffrire per l’ insufficie­nza di cibo sono oggi 795 milioni di individui: ancora troppi, ma comunque un quinto in meno rispetto al1 990-92. Eda allora la popolazion­e mondiale è cresciuta da 5,3 a oltre 7 miliardi di persone.

Sono cifre incoraggia­nti quelle illustrate dall’ultimo rapporto sullo Stato dell’insicurezz­a alimentare nel mondo ( Sofi 2015 ), realizzato dalle tre agenzie Onu che si occupano di alimentazi­one: Fao, Ifad e Wfp. Il prossimo obiettivo da porsi, hadetto il direttore generale della Fao Josè Graziano da Silva, è quello di eradicare completame­nte la fame del mondo: «Dobbiamo essere la generazion­e Fame Zero».

La stessa Fao ha segnalato di recente che i prezzi dei generi alimentari sono ai minimi da 5 anni e che ci sono buone probabilit­à che scendano ancora, grazie alle gigantesch­e scorte di cereali accumulate in due stagioni di raccolti da primato (si veda Il Sole 24 Ore dell’8 maggio). Lo scenario si è tuttavia offuscato con la ricomparsa del Niño, fenomeno meteorolog­ico che rischia di provocare gravi danni all’agricoltur­a mondiale, la cui presenza è stata confermata dai servizi meteo di Stati Uniti, Giapponee Australia. La possibilit­à di sconvolgim­enti climatici non è ancora un assillo per i mercati delle materie prime, ma gli esperti di Canberra affermano che, a giudicare dalle temperatur­e sulla superficie dell’Oceano Pacifico, la violenza di questo Niño potrebbe eguagliare quella record del 199798. Un’ondata di caldo anomalo in effetti ha già colpito il Sud dell’India, con temperatur­e fino a 47 gradinell’ Andhra Pradesh, chehanno provocato oltre 1.100 morti. E il Fondo monetario internazio­nale ha allertato le Filippine, tra i maggiori importator­i diriso, ad accelerare gli approvvigi­onamenti in vista di possibili danni ai raccolti.

Per sconfigger­e la fame del mondo non basta comunque che i prezzialim­ent arirestino moderati. E nemmeno lo sviluppo economico è sufficient­e, si afferma nel rapporto Sofi, se non si risolve il nodo delle diseguagli­anze sociali. Sta di fatto che il Paese più virtuoso su questo fronte è stato la Cina, che hago duto di una crescita spettacola­re del Pil. Anche Brasile, Vietnam e Thailandia sono tra i 29 Paesi in via di sviluppo che sono riusciti non solo a dimezzare la percentual­e, ma anche il numero assoluto di persone denutrite, obiettivo ambizioso fissato dal Vertice mondiale dell’alimentazi­one del 1996. Sono invece 79 (su 129 monitorati dal Sifo) i Paesi che hanno raggiunto il targtarget Mdg.

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