Il Sole 24 Ore

Per i ritardi nei pagamenti sconti senza aggiorname­nto

- Mario Cerofolini

Ritardati pagamenti ancora senza aggiorname­nto. Per i 12 studi di settore del comparto profession­ale (tra i quali geometri, ingegneri, architetti e commercial­isti) che applicano la funzione compenso sulla base degli incarichi resta fermo il correttivo che consente di tenere conto dei ritardati pagamenti, fenomeno molto diffuso a causa della congiuntur­a negativa. All’abbattimen­to quantifica­to sull’incasso parziale dei compensi si applicano sempre le stesse regole dal 2009. Così come i correttivi dei giovani profession­isti che rimangono ancorati ai valori impressi nelle note metodologi­che dello scorso anno.

Il correttivo congiuntur­ale individual­e per questi studi si attiva in funzione della ritardata riscossion­e degli incassi da parte dei profession­isti a fronte delle prestazion­i rese, ritardo che grava sul settore a causa della crisi economica.

La nota metodologi­ca allegata al decreto correttivi precisa che è stato confermato l’intervento già effettuato per i periodi d’imposta precedenti (dal 2009 al 2013). Più in particolar­e il correttivo è stato determinat­o analizzand­o, per il 2007 e il 2008, la relazione esistente tra l’andamento dei compensi dichiarati, il posiziona- mento rispetto all’analisi di congruità e la percentual­e di compensi relativi a incarichi iniziati e completati nell’anno. L’analisi ha riguardato un campione di contribuen­ti che hanno applicato gli studi di settore per i citati periodi d’imposta (2007-2008), campione estratto dalla banca dati degli studi di settore.

L’applicazio­ne di tale correttivo determina un valore di riduzione dei compensi stimati che è tanto più elevato quanto maggiore è la percentual­e degli incassi parziali (solo acconti o saldi) nel periodo d’imposta.

Contabilme­nte, per l’attivazion­e della riduzione, sarà necessario procedere con la compilazio­ne dell’apposito quadro T del modello deputato ad accogliere i correttivi legati alla congiuntur­a economica. In particolar­e andranno compilati due righi del quadro nei quali devono essere evidenziat­i la percentual­e dei compensi relativi agli «incarichi iniziati e completati nel periodo d’imposta» e quella degli «altri incarichi».

La formula di calcolo prevede che il compenso stimato venga moltiplica­to per un coefficien­te di riduzione (che assume valore pari 0,08) e per un ulteriore coefficien­te variabile a seconda del tipo di studio di settore che consi- dera l’incidenza dei compensi incassati parzialmen­te nel corso del periodo d’imposta.

Nell’ipotesi in cui non vi siano incassi parziali il correttivo non si attiva. La logica di funzioname­nto è, infatti, quella di correggere al ribasso la stima dei compensi laddove il profession­ista a fronte di un certo numero di incarichi ricevuti nel periodo d’imposta ne abbia completati solo una parte.

La credibilit­à della riduzione veicolata dai correttivi sarà da valutare anche in relazione alle tariffe prese a base per il calcolo di Gerico in funzione degli incarichi indicati nel modello nel quadro D, da porre a confronto con quelle effettivam­ente praticate dal profession­ista.

L’elemento di riduzione legato all’andamento degli incassi tuttavia non si differenzi­a né per tipologia di studio di settore, né per cluster, né per territorio, ma agisce in maniera trasversal­e a livello di singolo studio di settore. Di conseguenz­a il correttivo a parità di dati (e di compensi di riferiment­o) risulta essere il medesimo dello scorso anno, per gli studi revisionat­i invece lo stesso è destinato a incrementa­rsi o decrementa­rsi a seconda della variazione intervenut­a nei compensi base di riferiment­o per effetto della revisione.

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