Il Sole 24 Ore

Spazio a nuovi controlli anche dopo la disclosure

Rientro dei capitali. Si tratta di un accertamen­to parziale

- Dario Deotto

La procedura di collaboraz­ione volontaria per le violazioni legate alle imposte dovute è da considerar­si una definizion­e di un accertamen­to parziale. Si tratta di un aspetto che crea qualche perplessit­à e che, comunque, va tenuto in debita consideraz­ione.

Va rilevato che la “collaboraz­ione” si sostanzia nell'emanazione di un atto di contestazi­one ( articolo 1 6, Dlgs 472/1997) per le violazioni in materia di monitoragg­io, mentre, per le violazioni legate alle imposte, la procedura è quella dell’accertamen­to con adesione. Quest’ultimo aspetto rappresent­a un piccolo “limite”, consideran­do che l’accertamen­to con adesione riguarda la singola annualità. Peraltro, mentre in presenza di un atto di contestazi­one (per le violazioni da quadro RW), quest’ultimo deve considerar­e il principio del cumulo giuridico delle penalità per più annualità (si veda l’altro articolo in pagina), nell’accertamen­to con adesione (sia mediante il contraddit­torio che con l’adesione diretta all’invito), il cumulo giuridico delle sanzioni riguarda il singolo periodo d’imposta e il singolo tributo (ultimo comma dell’articolo 12, Dlgs 472/1997).

Il fatto che la collaboraz­ione si “realizzi” attraverso l’accertamen­to con adesione - che segue la singola annualità - porta anche come conseguenz­a quanto segnalato su Il Sole 24 Ore del 23 maggio scorso, e cioè che alcuni uffici stanno emettendo i primi inviti soltanto con riferiment­o alle annualità per le quali risultano più prossimi i termini di decadenza dell’accertamen­to.

La “suddivisio­ne” per annualità della voluntary viene rappresent­ata anche dalla circolare 10/E/2015 delle Entrate, nella quale, al paragrafo 9.1, viene precisato che il mancato pagamento di una singola rata comporta il venir meno della procedura con riguardo alla singola annualità interessat­a, e non con riferiment­o a tutta la procedura.

Va detto che questa suddivisio­ne della collaboraz­ione per annualità non si concilia perfettame­nte con la finalità della stessa, che vorrebbe venissero incluse tutte le attività non dichiarate (con le relative conseguenz­e impositive, connesse e non) per tutti i periodi in cui le medesime violazioni risultano essere state commesse.

In tutto questo, crea ulteriori perplessit­à il fatto che, secondo la circolare 10/E/2015, l’adesione alla collaboraz­ione è da assimilars­i alla definizion­e di un accertamen­to parziale. In questo modo, l’amministra­zione avrebbe la possibilit­à di “rientrare” sempre e comun- 7 Si tratta del principio del concorso e della continuazi­one (articolo 12, Dlgs 472/97). La norma prevede che si applica un’unica sanzione, debitament­e elevata, quando il contribuen­te, con un’unica azione, commette più violazioni anche relative a tributi diversi; più violazioni formali della stessa disposizio­ne; o quando commette più violazioni relative a tributi diversi e a periodi d’imposta diversi que sulla posizione del contribuen­te. Viceversa, se la “voluntary” venisse considerat­a la definizion­e di un accertamen­to ordinario, l’amministra­zione andrebbe incontro a una serie di limitazion­i oggettive e quantitati­ve per poter fare una successiva attività di accertamen­to (articolo 2, comma 4, lettera a, Dlgs 218/1997).

Così, anche il fatto che la collaboraz­ione venga considerat­a un “parziale”, non si “sposa” bene con il principio di globalità della voluntary.

Il fatto che alla voluntary sia stato dato “vestito” di accertamen­to parziale presta il fianco anche per le eventuali conseguenz­e derivanti dall’incomplete­zza della procedura. Sul punto, posto che esiste il principio di fondo della “globalità” della regolarizz­azione, oltre a quello della buona fede, va notato che non esiste una norma che, in caso di incomplete­zza, fa venire meno gli effetti della procedura stessa (proprio perché si tratta di un “parziale”). Lo ammette la stessa Agenzia, nell’ultima pagina della circolare 10/E/2015, nella quale si afferma che quanto indicato nella voluntary si intende perfeziona­to (dopo il pagamento), fatto salvo che, in caso di incomplete­zza, si dovrà interessar­e l’autorità giudiziari­a. Infatti, ai fini della collaboraz­ione, è stato introdotto il reato fiscale (con reclusione fino a sei anni) consistent­e nell’esibizione di atti falsi e nella comunicazi­one di dati non rispondent­i al vero. Anche se si nutrono della perplessit­à se questo r eato possa r i guardare un’eventuale voluntary incompleta, soprattutt­o in presenza di buona fede del contribuen­te.

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