Il Sole 24 Ore

Studi di settore: definitivo il software per i calcoli ma sconti limitati per i profession­isti

Maggiori vantaggi per gli studi di settore revisionat­i - Calcolo dell’efficienza per chi non si basa sugli incarichi Online da ieri la versione finale del software: correttivi anticrisi con impatto limitato

- Lorenzo Pegorin Gian Paolo Ranocchi

Pochi aiuti ai profession­isti dai nuovi correttivi agli studi di settore. Da ieri è online la versione definitiva del software Gerico 2015. E in base ai primi calcoli anche alla luce della pubblicazi­one del Dm con i correttivi, per i 12 studi di settore che si basano sugli incarichi (come, tra gli altri, avvocati, commercial­isti e consulenti del lavoro) l’effetto dei correttivi di settore è meno generoso rispetto all’anno passato. Senza dimenticar­e che i ritardi nei pagamenti da parte dei clienti vengono “pesati” sempre allo stesso modo (si veda l’articolo in basso). Meccanismo tecnicamen­te diverso ma esito simile anche per gli altri 12 studi con funzione compenso regolata sul modello imprese per i quali debuttano i correttivi congiuntur­ali individual­i a misura di efficienza.

Le riduzioni

I correttivi individual­i non sono l’unica tipologia di interventi previsti al fine di monitorare la crisi. Anche quest’anno i profession­isti potranno beneficiar­e dei correttivi settoriali il cui funzioname­nto, pur se partendo da basi diverse, nelle modalità applicativ­e ricalcala quello previsto per gli anni precedenti. I correttivi di settore si applicano ai contribuen­ti non congrui e agiscono in diminuzion­e del compenso puntuale (e minimo) base stimato dal software Gerico con una percentual­e che, per i 12 studi a funzione compenso basata sul numero degli incarichi (come si evidenzia nel grafico a lato), è fissa e si calcola per ogni singolo studio di settore.

In generale, l’effetto di questi correttivi, salvo rare eccezioni (geometra, periti industrial­i e architetti), si presenta in diminuzion­e (sfavorevol­e al contribuen­te) rispetto all’annualità precedente, anche se va detto che in nessuno dei casi si tratta di cifre destinate a spostare drasticame­nte gli equilibri dello studio di settore.

Per quanto riguarda invece i correttivi individual­i degli altri 12 studi il cui modello applicativ­o è tarato sulla falsariga di quello delle imprese, il meccanismo di funzioname­nto non è diverso, ma i coefficien­ti di riduzione studiati dal decreto agiscono a livello di singolo cluster e quindi mutano a seconda della tipologia profession­ale anche all’interno dello stesso studio di settore. Anche in questa circostanz­a gli interventi di riduzione sembrano meno generosi rispetto al passato. Ai profession­isti si applicano inoltre i nuovi correttivi territoria­li, destinati ad amplificar­e e differenzi­are a seconda dell’area geografica di appartenen­za del lavoratore autonomo l’effetto dei correttivi di settore. Dal punto di vista operativo si tratta però di correttivi con effetti limitati se non addirittur­a nulli (pur in ipotesi di non congruità) sia per quelli destinati a incidere sulla territoria­lità comunale sia per quelli a livello provincial­e.

I fattori produttivi

La misura della riduzione prodotta dal correttivo individual­e previsto per i profession­isti con modello impresa è l’effetto della diminuzion­e di efficienza dei fattori produttivi misurato nell’arco di un triennio (2014 a confronto con 2013-2012-2011). Il meccanismo di funzioname­nto è legato alla compilazio­ne del quadro T e dipende dall’ammontare dei compensi stimati, dal valore dei beni strumental­i mobili (rigo G14) dal numero di giornate retribuite (dipendenti), dalle ore settimanal­i e il numero di settimane di lavoro nel periodo d’imposta del profession­ista. Per gli studi associati si pesa anche il numero di soci che presta attività.

La diminuzion­e dei compensi (anche per uno solo dei tre anni considerat­i) unita all’invarianza o all’aumento del valore dei beni strumental­i e/o del numero di ore dedicate all’attività fa scattare il correttivo. Così come l’aumento di questi valori accompagna­to da un fatturato pressoché costante può generare apprezzabi­li diminuzion­i nella stima di Gerico.

Questi correttivi agiscono in scala, dove l’effetto è tanto più elevato a seconda del livello di efficienza misurato in classi. Si va dalla lieve flessione (effetto correttivo limitato) al forte calo, dove invece le riduzioni si fanno decisament­e più sentire. Infine si evidenzia come nelle prime simulazion­i effettuate gli studi revisionat­i (geologo, notaio, disegnator­i grafici, psicologi, laboratori di analisi cliniche) fanno registrare per il periodo d’imposta 2014 valori in generale in diminuzion­e (pro contribuen­te) rispetto al 2013, anche se non mancano le eccezioni in particolar modo a livello di singolo cluster.

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