Il Sole 24 Ore

Sea, la più ambita delle partecipat­e A Milano la corsa per il nuovo cda

In 20 anni la società ha garantito al Comune dividendi per 666 milioni In campo anche Elio Catania e Pier Giorgio Romiti Chance per l’outsider Castelli

- Sara Monaci

La corsa per il consiglio d’amministra­zione, e soprattutt­o per la presidenza, della società aeroportua­le milanese Sea è entrata nel vivo. Il Comune di Milano ha valutato le candidatur­e, mettendo nero su bianco la lista di coloro che ritiene «idonei» per rappresent­are Palazzo Marino nel cda. L’idoneità è di fatto la prima presentazi­one ufficiale degli aspiranti amministra­tori (cinque per l’azionista pubblico, che detiene oltre il 54%, a cui si aggiungono due per il socio privato F2i, che possiede il 44%).

La partecipat­a di Linate e Malpensa, la più ricca e più “usata” da Palazzo Marino in quanto a richiesta di dividendi, è ancora la più ambita. A guardare con interesse al cda ci sono nomi nuovi e già noti. C’è prima di tutto la presidente attuale, Michaela Castelli, nominata come presidente di transizion­e dopo che Pietro Modiano lo scorso dicembre ha lasciato l’incarico per andare a guidare Carige.

Castelli rappresent­a una novità: doveva rimanere per un breve periodo e traghettar­e la holding fino al rinnovo del cda, ma in questi mesi si è fatta valere. In più è un nome femminile all’interno di una società prevalente­mente maschile. Il prolungame­nto del suo mandato potrebbe essere preso in consideraz­ione dal sindaco Giuseppe Sala, che sulle candidatur­e vuole ovviamente l’ultima parola.

Tra i nomi più noti, spiccano quelli di Elio Catania e Pier Giorgio Romiti. Entrambi hanno esperienze di manager in grande aziende. Catania a Milano ha presieduto l’azienda di trasporto pubblico Atm, durante la giunta di centrodest­ra di Letizia Moratti. Spesso attaccato dall’opposizion­e, l’incarico gli fu revocato nel 2011 quando Palazzo Marino cambiò colore politico con l’arrivò di Giuliano Pisapia sindaco. Romiti, figlio del più famoso manager Cesare, è stato nel cda di Impregilo e direttore generale di Gemina (società che controlla l’aeroporto di Roma).

Tra i nomi più noti a Milano ci sono Davide Corritore e Pierfrance­so Barletta. Il primo è stato direttore generale del Comune di Milano con Pisapia, poi presidente di Metropolit­ane milanesi con l’attuale sindaco Sala. Allo scadere del suo mandato in Mm, di lui si parlava appunto come di un possibile presidente della società aeroportua­le. Peraltro Corritore conosce bene la società: fu lui che da dg studiò il bando per la vendita delle quote di minoranza, vinto dal fondo italiano F2i, ancora oggi secondo azionista. E fu lui che tentò senza successo la quotazione, in una fase difficile per il mercato.

Barletta è stato presidente di Milano Sport, la società che gestisce gli impianti pubblici sportivi pubblici, di cui ha risollevat­o i conti. È stato consiglier­e del Consorzio San Siro ed è nel cda dell’Istituto per il credito sportivo, oltre a essere un consulente di multinazio­nali. Torna anche il nome di Nicolò Dubini, già amministra­tore unico della partecipat­a comunale Sogemi fino al 2016 (e che risulta tra i candidati idonei anche di A2a, la multiutili­ty dell’energia di Milano e Brescia). Poi c’è Fabrizio Garavaglia, ex vicepresid­ente di Ferrovie Nord Milano, la holding del trasporto lombardo su ferro, poi passato con l’ultimo giro di nomine regionali alla presidenza di NordCom, altra sotto-partecipat­a del gruppo Fnm.

Se la presidenza di Sea viene decisa dal Comune di Milano, l’azionista F2i ha già deciso l’amministra­tore delegato, figura istituita da pochi mesi. Si tratta di Armando Brunini, già vicepresid­ente della società, che verrà confermato nel suo ruolo, così come il secondo consiglier­e di F2i, Stefano Mion.

I dividendi e i prossimi dossier

La Sea è la partecipat­a più interessan­te per Palazzo Marino, perché è sempre quella che fa tornare i conti quando i bilanci si fanno difficili. Nel periodo 2019-2020 la giunta Sala chiederà alla società aeroportua­le tra gli 80 e i 90 milioni, prendendo una parte di quei dividendi straordina­ri disponibil­i (210 milioni).

Dal 1999 ad oggi la Sea ha dato al Comune 666 milioni di dividendi, su un totale di 895 milioni. Le richieste più alte sono state deliberate nel 2006 per il biennio 20062007, per 169 milioni dati all’azionista pubblico; e nel 2011, per il biennio 2012-2013, per 124,6 milioni dati all’azionista pubblico. Non è un caso dunque che il dossier sulla privatizza­zione della società sia rimasto a lungo nel cassetto, e alla fine non sarà neppure il sindaco Sala a tirarlo fuori.

Intanto la Sea avrà da gestire nei prossimi mesi il rinnovamen­to dell’aeroporto di Linate. Dopo aver incassato negli ultimi anni una costante crescita di Malpensa, Linate torna ad essere una priorità. Superati tutti i ragionamen­ti degli anni passati sull’ottimizzaz­ione del traffico nel solo aeroporto di Malpensa. Linate continuerà ad essere lo scalo cittadino per i voli business domestici e europei. Da luglio a ottobre verrà chiuso per il rifaciment­o della pista e per il restyling dei terminal 1 e 2.

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ANSA Società esercizi aeroportua­li.Sea gestisce gli scali milanesi di Linate e Malpensa

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