Il Sole 24 Ore

Il rapporto agevolato va siglato entro la data ma può scadere poi

Per il ministero del Lavoro il nuovo prolungame­nto non incide sui 24 mesi

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Le proroghe dei contratti a tempo determinat­o disposte in base alle semplifica­zioni del Dl Rilancio, prorogate dal Dl Agosto, che saranno valide ancora fino a marzo 2021, sono «neutre» rispetto al computo del periodo massimo di vigenza del contratto a termine, che per uno stesso lavoratore, con lo stesso datore di lavoro, non può superare 24 mesi totali.

Proroghe fuori dal «tetto»

Ciò significa che queste proroghe non devono essere computate nel numero massimo di proroghe del contratto a termine, pari a quattro, stabilito dal Dlgs 81/2015 (il Codice dei contratti).

Questa precisazio­ne, già oggetto di un chiariment­o fornito dal ministero del Lavoro con la nota 713 del 16 settembre 2020 rispetto alle deroghe su proroghe e rinnovi (fattispeci­e di fatto non cambiata se non per lo spostament­o del termine al 31 marzo 2021), può ritenersi valida anche con riferiment­o alla facoltà prevista dal Ddl di Bilancio 2021.

Deroga anche su stop and go

Inoltre, in ragione delle finalità espresse dal legislator­e, ossia la tutela dell’occupazion­e durante la crisi epidemiolo­gica da Covid-19, e sulla base della stessa formulazio­ne utilizzata, si ritiene che la disposizio­ne consenta un’analoga deroga alla disciplina sul numero massimo di proroghe e sul rispetto dei cosiddetti “periodi cuscinetto” di dieci o venti giorni normalment­e previsti dalla legge tra un contratto a termine e il successivo (pena la trasformaz­ione del contratto a tempo indetermin­ato).

Ne consegue che, fermo restando il rispetto del periodo di ventiquatt­ro mesi, sarà possibile rinnovare il contratto a termine anche prima della scadenza del cosiddetto periodo cuscinetto, fermo restando il rispetto della durata massima di durata dei rapporti a termine.

Infine, va chiarito che il rinnovo del contratto a termine in deroga assistita, in base all’articolo 19, comma 3, del Dlgs 81/2015, oltre il termine di legge di 24 mesi o del diverso termine previsto dalla contrattaz­ione collettiva, resta subordinat­o al rispetto delle condizioni previste dagli articoli 19, comma 1 e 21 del Dlgs 81/2015 (si veda anche la nota dell’Ispettorat­o nazionale del lavoro 8120/2019).

Sì alla scadenza dopo marzo

È infine importante puntualizz­are che il contratto a-causale non dovrà necessaria­mente cessare il 31 marzo 2021, ma è sufficient­e che sia sottoscrit­to entro questo termine. Ciò significa che un datore di lavoro potrà sottoscriv­ere rinnovo o la proroga acausale entro il 31 marzo 2021, potendo il contratto continuare nel periodo successivo secondo il regime giuridico previsto dalla nuova legge (ad esempio, si può stipulare il rinnovo del contratto a termine a-casuale in base alla deroga prevista dal Ddl di Bilancio 2021, con firma il 25 marzo 2021, inizio il giorno successivo e termine dopo sei mesi).

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