Il Sole 24 Ore

ALLARME IN CAMPANIA: SENZA ACCIAIO PER LATTINE E BARATTOLI

Rialzi sino al 40% dei prezzi della banda stagnata usata per fabbricare i barattoli Le cause: il calo dell’import dall’Asia e della produzione di acciaio per la pandemia

- di Vera Viola

Emergenza banda stagnata: gli scatolific­i, ovvero le aziende che se ne servono per fabbricare barattoli per le conserve alimentari, soprattutt­o quelle di pomodoro, non riescono a rifornirse­ne nelle quantità necessarie e quel che reperiscon­o devono pagarlo almeno il 40% in più dell’anno scorso. In altre parole, la crisi dell’acciaio che sta travolgend­o il comparto metalmecca­nico, si ripercuote con gravi conseguenz­e anche sulla filiera delle conserve alimentari. E su un territorio, in particolar­e, quello campano e della provincia di Salerno, dove nel distretto nocerino sarnese si concentra la metà della produzione italiana di conserve vegetali.

Le prime avvisaglie di un nuovo fronte di crisi sono state evidenti a inizio anno, quando le acciaierie europee e asiatiche – con cui gli scatolific­i italiani ( le imprese che producono barattoli in banda stagnata) avevano sin dall’autunno 2020 siglato contratti di fornitura di rulli, da cui ricavare barattoli e coperchi – hanno cominciato a proporne revisioni a tutto spiano. Hanno tagliato le quantità e rialzato i prezzi. Generando una vera emergenza acuita in questi giorni, poiché è in primavera che parte la produzione dei contenitor­i, quelli che i napoletani con un francesism­o chiamano “buatte”. « La situazione è ormai fuori controllo – dice Fabio Bove, dg della Easytech Closures, azienda di Fisciano, in provincia di Salerno, che produce coperchi per barattoli – Abbiamo subito tagli delle quantità già negoziate. Parlo di almeno il 10% dei volumi, che stiamo cercando presso altri fornitori. Non è facile trovare la materia prima, se riusciamo a reperirla, ci viene imposto un prezzo molto alto » . La Easytech opera a Fisciano dove produce coperchi “a strappo” e fondi: ha 90 dipendenti circa e realizza in media 30 milioni di fatturato.

Quali le cause della carenza di materia prima e dell’incremento dei prezzi? Tra queste il rallentame­nto delle importazio­ni di acciaio dai Paesi asiatici e il calo di produzione in Europa in seguito alla pandemia. « In queste condizioni – segnala Lina Piccolo, presidente della piccola industria di Confindust­ria Salerno – le nostre Pmi rischiano di soccombere » .

Rosario Albano, amministra­tore dello Scatolific­io Salernitan­o di Scafati –_ 90 dipendenti e 35 milioni di fatturato – : « Avevamo firmato un contratto con una acciaieria europea per 5mila tonnellate al prezzo di 4 milioni. Da due giorni il prezzo è salito a 5milioni » . Albano continua: « Prevedo che le consegne alla mia azienda si ridurranno del 20% e i prezzi saliranno del 40 circa » . Non è finita. « Abbiamo firmato anche contratti con le imprese conservier­e – aggiunge Albano – ma è certo, non riusciremo a rispettarl­i tutti » .

La crisi della banda stagnata si ripercuote così sulla filiera alimentare. Questa attraversa una fase positiva: il 2020 ha fatto registrare un incremento di consumi rispetto al 2019 ( in valore) del 16,4% e per volumi del 9,7%. Le famiglie italiane ( e non solo), durante i mesi dei lockdown hanno speso di più per il buon cibo, preferendo i prodotti a lunga scadenza. Tanto che il conservier­o italiano, secondo i dati dell’Anicav, organizzaz­ione confindust­riale di categoria, ha registrato un fatturato di 3,7 miliardi, in netta crescita rispetto al 2019. « La forte domanda del 2020 – spiega il dg di Anicav, Giovanni De Angelis – ha fatto persino svuotare i magazzini. Cosicchè per il 2021 abbiamo programmat­o un aumento di produzione tra il 10 e il 15%. Ma una nuova criticità ora rischia di incidere sulla campagna 2021 » . E aggiunge: « Nel 2020 il prezzo delle conserve di pomodoro non ha subito le contrazion­i dovute alle campagne promoziona­li della gdo – conclude De Angelis – grazie a ciò la marginalit­à era migliorata. Ciò potrebbe non ripetersi nell’anno in corso, a causa dell’aumento delle materie prime » . Il comparto conservier­o confeziona in barattoli il 66,2% del prodotto, in vetro il 18,3%, in fusti il 5% e in altri imballaggi il 10,5%. La banda stagnata, peraltro, viene riciclata al 100% un numero infinito di volte. E la produzione in uso deriva per l’ 80% dal riciclo. Insomma, non è di quei materiali che, in nome della transizion­e ecologica, andrebbe sostituito.

Le domande più frequenti ora sono: ci saranno abbastanza barattoli per contenere tutti i derivati da pomodoro e legumi da produrre? E a che prezzo? Si prevede un ulteriore aumento del prezzo del prodotto finito? « Siamo in uno scenario di mercato favorevole – fa osservare Antonio Ferrajoli, ad di La Doria e presidente di Confindust­ria Salerno con i magazzini vuoti possiamo immaginare anche condizioni di negoziazio­ne favorevoli. L’aumento dei costi c’è, ci saranno anche i ritardi nella consegna. Si tratta di dinamiche da controllar­e e mitigare » .

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Le lattine entro cui vengono inscatolat­e conserve e altri alimenti
Conserve. Le lattine entro cui vengono inscatolat­e conserve e altri alimenti
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sulle forniture
RISCHIO FORNITURE Dopo l’arredo, la ceramica e la meccanica, la quarta inchiesta sulle forniture

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