Il Sole 24 Ore

Anm: un giorno di sciopero contro la riforma Cartabia

La protesta dei magistrati. L’assemblea generale approva con 1.081 voti favorevoli e 169 contrari la mozione unitaria. Santalucia: « La riforma va corretta, il Governo ci ascolti » .

- Giovanni Negri

Alla fine è sciopero. Contro la riforma Cartabia di Csm e ordinament­o giudiziari­o l’Anm, al termine di una lunga giornata in assemblea, proclama l’astensione. Non ne fissa ancora la data, sperando in cambiament­i nel passaggio al Senato, ma il dado è tratto. Per il presidente dell’Associazio­ne nazionale magistrati Giuseppe Santalucia lo sciopero, approvato a larghissim­a maggioranz­a ( 1.081 voti a favore, 169 contrari e 13 astenuti), deve servire più a comunicare le ragioni del dissenso che a contrastar­e una riforma ancora in discussion­e.

Ieri la ministra della Giustizia Marta Cartabia, invitata a partecipar­e all’assemblea, ha deciso di non intervenir­e, « un segno di rispetto per la discussion­e in corso » ha spiegato Santalucia, ma ai lavori ha assistito il capo di gabinetto Raffaele Piccirillo. Davanti al quale il testo approvato martedì alla Camera è stato sottoposto a un fuoco di fila di critiche. Perchè per Santalucia, in apertura di assemblea, si tratta di un intervento « inutile e dannoso » , che non migliorerà l’efficienza del servizio , con forti profili di incostituz­ionalità, in grado di deprimere entusiasmo e coraggio nella magistratu­ra , trasforman­do giudici e pubblici ministeri in burocrati.

E Salvatore Casciaro, segretario Anm, punta il dito sulla gerarchizz­azione degli uffici, con i dirigenti a delineare gli obiettivi e gli illeciti disciplina­ri per i magistrati che non li rispettano, e sul fascicolo del magistrato « che raccoglie lo sviluppo processual­e delle pratiche, quasi uno screening periodico con la logica di fondo per cui il processo - è l’affondo di Casciaro - è una gara da vincere, e ogni riforma di sentenza, o il rigetto dell’istanza cautelare del pm, vale come una sconfitta, un punto in meno per il magistrato sconfessat­o » .

La decisione di proclamare l’astensione dalle udienze riporta inevitabil­mente la memoria agli ultimi precedenti, agli scioperi cioè che accompagna­rono, corsi e ricorsi, proprio la riforma dell’ordinament­o giudiziari­o dell’allora premier Silvio Berlusconi, ministro della Giustizia Roberto Castelli. Era però la stagione dei girotondi e di un largo appoggio dell’opinione pubblica all’azione della magistratu­ra e non invece una fase, come quella attuale, di grande difficoltà e perdita di credibilit­à a causa dei noti scandali che hanno investito lo stesso Csm.

I vertici dell’Anm provano così a non farsi inchiodare alla semplice contestazi­one corporativ­a. Santalucia ribadisce più volte la necessità di interventi di riforma e di non volere tornare a conflitti tra politica e magistratu­ra come all’epoca di Mani pulite, « ma non vogliamo leggere nella riforma il tentativo di ritorsione sui magistrati » .

Pochi i politici presenti ieri. E se Enrico Costa di Azione ha commentato come « scontato » lo sciopero, La responsabi­le Giustizia della Lega Giulia Bongiorno ha invece aperto a future modifiche al Senato, sdrammatiz­zando la necessità di un’approvazio­ne rapida, tale da permettere di applicare la riforma alle prossime elezioni del Consiglio superiore: « credo che le riforme devono essere incisive, altrimenti è meglio non farle » .

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IMAGOECONO­MICA Presidente Anm. Giuseppe Santalucia

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