Il Sole 24 Ore

Hotel di lusso e ristoranti stellati, il País Vasco degno di un re

Da San Sebastian a Biarritz. Un secolo fa iniziò ad essere meta delle vacanze nobili, oggi la tradizione risplende in ville e alberghi storici e richiama dandy dell’arte, surfisti e gourmand a caccia di « pintxos »

- Stefano Salis

Una signora, elegantiss­ima, in abito bianco e cappello. Luce accecante, e il vento che soffia forte: la spiaggia è immensa, intatta, e le lunghe onde dell’Oceano si frangono nella loro instancabi­le procession­e. È la spiaggia di Biarritz, e il dipinto di Joaquín Sorolla ( chi può corra a vedere la clamorosa mostra al Palazzo Reale di Milano, ché scoprirà un pittore che come nessun altro ha dipinto luccicar d’acqua e brezze marine) mette direttamen­te nelle atmosfere, no, nella realtà, di un paesino che diventò capitale turistica da quando l’Imperatric­e Eugenia decise di farne luogo stabile della sua villeggiat­ura ( la avevano incantata i due mesi che vi aveva trascorso nel 1854). Su quelle sabbie, perciò, sciamarono, le famiglie reali di tutta Europa, annessi e connessi. Oggi paradiso dei surfisti, ieri « regina delle spiagge e la spiaggia dei re » , si diceva. E se la costa francese del Paese Basco trasformav­a quel villaggio di balenieri in scenario aristocrat­ico, dall’altro lato del confine, in Spagna, era San Sebastián ( Donostia in basco: qui tutto ha doppio lemma) ad assumersi la piacevole responsabi­lità. Palazzi fieri e hotel sfarzosi, passeggiat­e a mare con transenne in ferro battuto, cinema e teatri, musei e ristoranti, ombrellini e velette, casinò e papillon, la scicchissi­ma talassoter­apia: l’eco di quella gran stagione è personific­ata da un albergo, benchmark dell’eleganza da queste parti fin dalla fondazione ( nel 1912): il Maria Cristina, oggi portentoso hotel con le insegne Marriott che non sgarra di un millimetro dalla sua gloria.

Non facile, perché, ovviamente, concorrent­i sono nati e prosperati, nella speranza di avvicinare e soddisfare la clientela di nobili e nobilastri, attori famosi, artisti, dandy d’altri tempi ( e d’oggi: si va al Guggenheim di Bilbao per le mostre, da non perdere quella su auto e arte, e si passano qui le notti successive). Ma il Maria Cristina ( architetto Charles Mewes, l’uomo che mise mano ai Ritz di Parigi, Londra e Madrid, dici nulla), 28 suite, 136 stanze sapore Belle Epoque e comodità contempora­nee, la più opulenta colazione in città, va visitato, almeno una volta: chi ha visto il film di Woody Allen Rifkin’s Festival ritroverà subito il mood.

Se volete un’alternativ­a credibile, e magari più appartata, c’è il Villa Soro, appena riaperto dopo un considerev­ole re- design voluto dalla famiglia Soldevila- Ferrer ( la stessa che gestisce due icone di Maiorca come il Sant Francesc Hotel e il Can Ferrereta). La villa, comunque a una breve passeggiat­a dalla spiaggia di città, costruita nel 1898, ora è un gran bel boutique hotel da sole 25 stanze. Che ha puntato anche sull’arte, ed ecco le opere di Manterola, Cháfer e di Eduardo Chillida, il grande artista del “pettine dei venti” che incastona da par suo le rocce ruvide della spiaggia della Concha. Una biblioteca firmata Assouline e altre raffinatez­ze vi mettono nella condizione giusta per riposarvi, iniziare la giornata, o magari... digerire, dopo aver puntato sull’altra eccellenza di Donostia e dintorni: la cucina basca. Non lontani da Villa Soro ci sono istituzion­i mondiali della ristorazio­ne stellata come Mugaritz e Arzak. Provati, in anni diversi – senza trascurare l’immancabil­e giro per pintxos ( e guai a dire tapas, nemmeno lontane parenti), in bar con ciascuno una sua specializz­azione –, e ottimi, per carità, ma chi mi ha veramente stregato è Akelarre ( che, in effetti, vuol dire “congregazi­one di streghe”) di Pedro Subijana: 3 stelle Michelin di lunghissim­a data ( con annesso hotel) e un pranzo nella sala ottagonale con vista sulla città dal monte Igueldo: indimentic­abile. Poi, nell’entroterra, la miglior chuleta del mondo, all’Asador Etxebarri, con cotture ( di tutte le pietanze, dall’ostrica al maiale) solo su braci di vite e quercia, profumi, esperienze e gusto unici.

E se, ritornando a Biarritz, il gioiello dell’Hotel du Palais ( quello di Napoleone III e Eugenia), oggi un Hyatt, riaprirà il 3 giugno dopo ristruttur­azione, la vera immancabil­e novità da conoscere è l’Hotel Brindos Lac & Château, ad Anglet. Appena aperto dal gruppo Millésime ( creato nel 2014 da Alexandra e Philippe Monnin per realizzare un portfolio di hotel e ville raffinate, missione compiuta e non esaurita) su uno dei laghi privati più suggestivi di Francia, offre 29 cocons, 10 stanze galleggian­ti, accessibil­i solo in barchetta, una spa e tre spazi di ristorazio­ne con collaboraz­ione esclusiva col cioccolati­ere locale Cazenave e un’atmosfera da sogno. Tutto, dai mobili ai tessuti ai piatti è stato meticolosa­mente studiato: sì, i fasti sono quelli degni di una regina e di un re in visita privata che, per un giorno o di più, possono esser nostri. Poi, prima di tornare a casa, di nuovo sulle spiagge nuvolose e aperte, come maestro Sorolla, a sentir nelle narici l’odore dell’estate che arriva e nell’anima questi luoghi, inno atlantico alla ( bella) vita.

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A sinistra un interno dell’appena aperto Brindos Lac & Château, a pochi chilometri da Biarritz con 10 stanze galleggian­ti sul lago.
Qui sotto il dipinto di Joaquin Sorolla « Istantanea, Biarritz » ( 1906) in mostra a Palazzo Reale Milano fino al 26 giugno
Oggi e ieri. A sinistra un interno dell’appena aperto Brindos Lac & Château, a pochi chilometri da Biarritz con 10 stanze galleggian­ti sul lago. Qui sotto il dipinto di Joaquin Sorolla « Istantanea, Biarritz » ( 1906) in mostra a Palazzo Reale Milano fino al 26 giugno
 ?? Modello il Ritz, ( la cupola docet) ?? Sontuoso. L’Hotel Maria Cristina di San Sebastian sul fiume Urumea. Nato nel 1912, fascino della Belle Epoque, è un mito dell’hotellerie nei Paesi Baschi, con
Modello il Ritz, ( la cupola docet) Sontuoso. L’Hotel Maria Cristina di San Sebastian sul fiume Urumea. Nato nel 1912, fascino della Belle Epoque, è un mito dell’hotellerie nei Paesi Baschi, con
 ?? ?? Ristoranti da sogno. Sopra, la sala centrale e sopra ancora un piatto del ristorante Akelarre, sul Monte Igueldo. Stellato dal 1978 e tristellat­o da 15 anni
Ristoranti da sogno. Sopra, la sala centrale e sopra ancora un piatto del ristorante Akelarre, sul Monte Igueldo. Stellato dal 1978 e tristellat­o da 15 anni
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