L’Arca di Noè

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Oltre che nella letteratur­a e nel cinema, il mito templare (sopra, un cavaliere in una miniatura medievale) si è riversato anche nella musica. Il gruppo power metal tedesco Grave Digger, nato nel 1980, ha dedicato un intero album, intitolato . LJKWV I WKH U VV ( D DOLHUL GHOOD U H, del 1998), al mito templare. Fra i brani cantati dal leader del gruppo, Chris Boltendahl, spiccano titoli come NV I DU ( D L GL J HUUD), KH .HHSHU I WKH O UDLO (, VW GL GHO D W UDDO , DSK HW, KH DWWOH I D N U ( D DWWDJOLD GL D N U , dedicata allo scontro del 1314 in cui, secondo la leggenda, un gruppo di Templari fuggiti in Scozia dopo la persecuzio­ne diede manforte al re scozzese Roberto I contro Edoardo II d’inghilterr­a) e KH UVH I -D T HV ( D DOHGL L H GL -D T HV, ossia Jacques de Molay), che rievoca la celebre maledizion­e che, in punto di morte, egli avrebbe lanciato contro Filippo il Bello, papa Clemente V, i loro sodali e tutti i regnanti di Francia, anche futuri.

A Jacques de Molay è dedicata inoltre una canzone del gruppo italiano 270bis, capitanato da Marcello De Angelis, politico, giornalist­a e cantautore. Il brano si intitola LV L H (prime parole del motto dell’ordine, LV L H LV VHG L L W GD JO ULD , cioè «Non a noi, o Signore, non a noi, ma al tuo nome da’ gloria») ed è un’elegia dell’ultimo maestro dell’ordine, in cui spiccano i versi: «Sul trono di Mammona la tiara e la corona / Bruciano sui bracieri i santi cavalieri». Un pezzo con lo stesso titolo è stato inciso anche dal gruppo Non nobis domine, nato a Torino nel 1998 e attivo ino al 2005; anch’esso è dedicato ai cavalieri del Tempio e recita così: «Per il pianto dei nemici, il galoppo lancia in resta / Nella gioia della battaglia, nostra festa, noi Ti lodiamo».

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