L’Arca di Noè

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A A ssiso su una rupe da cui domina tutto il territorio sottostant­e, il castello di 0ussomeli (sotto), in provincia di Caltanisse­tta, simile a un imprendibi­le nido d’atuila mimetizzat­o nella roccia calcarea. n unicum tra le roccaforti di icilia, tale da esercitare un forte fascino anche fuori dall’isola; non solo per la posizione solitaria e impervia, ma anche, o soprattutt­o, per i drammi che la leggenda vuole essersi svolti tra le sue mura. cominciare dalla storia di tre donne: Clotilde, 0argherita e Costanza, splendide fanciulle che il fratello, partendo per la guerra, volle preservare dalle ingiurie e dalle lusinghe del mondo murandole vive tra i bastioni della rocca. i attard troppo in battaglia, per , e Tuando torn alla sua magione le scorte alimentari lasciate alle povere prigionier­e si erano da tempo esaurite: le ritrov morte, con le scarpe tra i denti, in un disperato e inutile ultimo pasto.

empre nel castello, passato di mano in mano lungo la sua tormentata storia, trov rifugio il nobile Cesare Lanza, in fuga dopo aver ucciso la iglia, la Baronessa di Carini, scoperta in lagrante adulterio con l’aman te. Lo spettro della ragazza lo avrebbe inseguito anche a 0ussomeli, per metterlo ogni giorno di fronte alla sua colpa. L’elegante signora, inemente vestita, continuere­bbe anche oggi ad abitare il castello, condividen­dolo con un’altra anima in pena, Tuella di don uiscardo de la Portes. Il fantasma sarebbe comparso, negli anni ettanta, al custode della strut tura e a un gruppo di turisti. L’uiciale, al servizio nel tardo Trecento di re 0artino I di icilia, rimase vittima di un agguato perpetrato da un rivale in amore: sarebbe morto imprecando contro Dio, che lo avrebbe condannato a vagare mille anni sulla Terra prima di trovare pace.

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