L’Arca di Noè

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Posto a 800 m d’altezza lungo l’antica via Latina, che collegava Roma a Napoli, il castello di Fumone domina la valle del Sacco ed è definito la “Terrazza di Ciociaria”. L’edificio attuale risale al Medioevo e fu modificato tra Sei e Settecento, quando venne ampliato dalla famiglia Longhi, che tuttora ne detiene la proprietà. Il castello ospitò papa Celestino V (nell’ovale), al secolo Piero del Morrone, il pontefice che abdicò al soglio di Pietro per tornare alla vita monastica. Fu imprigiona­to a Fumone dal suo successore, Bonifacio VIII, membro della potente famiglia dei Caetani, all’epoca padrona del maniero. L’anziano Celestino (nel 1294, aveva quasi novant’anni) fu “ospitato” per quasi un anno in un’angusta cella, oggi visitabile. Si narra che poco prima di morire abbia visto apparire sulla soglia una grande croce splendente. Di questa visione non esistono riscontri storici, ma l’illustre presenza del pontefice sarebbe attestata dai resti mummificat­i di una parte del suo cuore, conservati nel castello in una teca insieme ad altre reliquie.

Spiriti vaganti

Impression­ante è un’altra mummia del castello, quella del marchesino Francesco Caetani Longhi, morto a cinque anni nel 1851. Artefici della sua fine furono, si dice, le sorelle, che lo avvelenaro­no lentamente (o gli fecero ingoiare vetro macinato) per non essere estromesse dalla linea ereditaria. Quando il piccolo spirò, la madre Emilia impazzì di dolore e volle farne imbalsamar­e il corpo, continuand­o ad accudirlo e a parlargli come se fosse vivo. La mummia, circondata dai suoi giocattoli, è oggi conservata in una teca di vetro.

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