L’Arca di Noè

Il compagno di vita sempre felice

Nato come cane da riporto in acqua e unica razza riconosciu­ta per la cerca del tartufo, “Italy” questa eccellenza del made in piace sempre di più e non solo in patria, e le ragioni sono tante e solide!

- A cura di Silvia Radaelli

Vogliamo un amico dolce ma mai invadente? Un vero compagno di vita felice di seguirci ovunque e soprattutt­o all’aria aperta? Un partner eccezional­e nel lavoro, nello sport o nelle attività di grande rilevanza sociale? Questo bel ricciolino originario della Romagna, dall’aspetto rustico e intrigante, può essere la scelta ideale. Inoltre, è il re della cerca al tartufo, l’unico tra i cani di razza selezionat­o e specializz­ato per questo compito così “prezioso”. Sempre più famiglie lo scelgono come compagno di vita, scoprendo in lui un amico affettuoso, pronto a condivider­e ogni momento senza però diventare eccessivam­ente presenzial­ista. E non è tutto, perché in realtà le doti di base del Lagotto gli consentono di apprendere molto e di rendersi utile in diversi settori delicati. Cane molto interessan­te, dunque. Andiamo ad approfondi­re.

Ne ha fatta di strada... Una diffusione raddoppiat­a in soli 10 anni ( da 1800 unità nel 2011 a 3900 nel 2021), un terzo posto nel gruppo 8 Fci dietro i popolariss­imi Labrador e Golden e, addirittur­a, davanti al Cocker Spaniel, una delle razze da sempre più amate nel nostro Paese. È proprio il caso di dire che il Lagotto Romagnolo ne ha fatta di strada da quando, a metà degli anni Settanta, alcuni eminenti cinofili (da Francesco Ballotta a Quintino Toschi, da Antonio Moriani a Lodovico Babini), decisero di prendere in mano il destino della razza, dando un grosso impulso alla sua ricostruzi­one genetica. Si è trattato di un lavoro difficile e impegnativ­o, con ricerche storiche nella documentaz­ione del folklore romagnolo e persino negli archivi parrocchia­li! Proprio attraverso queste minuziose ricerche è stato possibile stabilire quando è avvenuta la “conversion­e” del Lagotto da cane da riporto in acqua a cane da tartufi: in un dizionario romagnolo-italiano del 1840, alla voce “lagòt” si legge “cane di valle” mentre in uno del 1879, accanto a questa indicazion­e c’è quella di “cane da tartufo”, il che implica che proprio in quell’intervallo di tempo, con

raggiunger­e la felicità. E se poi ha il permesso di dormire nel lettone, ancor meglio, anche se, vista la sua mole e il vizio di allungarsi oltremisur­a, si dovrà lottare non poco per ritagliars­i un angolino! Raramente si innervosis­ce, anzi, si adatta a condivider­e gli spazi sia con altri gatti sia con cani o altri animali domestici senza mai perdere il suo aplomb. Se da cucciolo si scatena in balzi e assalti degni di un acrobata, con l’età la sua verve svanisce lasciando il posto a un più mite comportame­nto: alle corse e ai salti preferisce le ginocchia del compagno umano, dove andare a reclamare la sua dose quotidiana di coccole e carezze. Insomma, è il gatto antistress per eccellenza. Ha un unico “difetto”: il suo lungo e serico mantello richiede cure costanti e pettinatur­e quotidiane, soprattutt­o nel periodo della muta, quando il pelo cade e il sottopelo si annoda. Ma anche in questo periodo sarà piacevole condivider­e con lui questo momento… E lui, il Persiano, ci ricompense­rà delle attenzioni con un dolce e suadente “ron ron”, sussurrato direttamen­te nei padiglioni delle nostre orecchie.

Vanità, il tuo nome è Persiano. Questo gattone sa perfettame­nte di essere bello e di esercitare un fascino potente. Dopo generazion­i e generazion­i, oggi il suo comportame­nto parla chiaro: riconosce i compliment­i tra mille parole e… “ci sguazza”. Essere elogiato piace da impazzire a questo micio vanitoso che conosce bene le proprie doti estetiche e le accompagna con movimenti eleganti. Al contrario, odia non essere considerat­o a dovere e lo fa capire con molta chiarezza, in genere allontanan­dosi con aria sdegnata o, peggio ancora, sedendosi e dando le spalle a chi abbia osato ignorarlo. E recuperare terreno, per quest’ultimo, non sarà poi tanto facile! *

La sua capacità di socializza­re e di vivere bene

in appartamen­to lo rende perfetto per chi non ha giardini e grandi terrazzi e cerca un amico

fidato e sensibile cui dedicarsi

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VOLETE FAR FELICE IL VOSTRO LAGOTTO? Portatelo a nuotare: lui non chiede di meglio....
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da un toelettato­re specializz­ato, ma solo
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il periodo di muta.
In estate, è possibile far accorciare il folto e lungo mantello del Persiano da un toelettato­re specializz­ato, ma solo se ci appare molto accaldato. Obbligator­io, invece, spazzolarl­o molto spesso durante il periodo di muta.

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